«Sel-Si? Sempre gli stessi e pochi»
Il sindaco sul malessere dei vendoliani in rotta verso Sinistra Italiana: io non cambio programma
I mal di pancia in casa Sel-Sinistra Italiana? «Se qualcuno vuole sfilarsi è libero di farlo, io non modifico il programma dell’amministrazione e l’assetto della giunta sulla base di un dibattito che non ha ancora toccato questioni concrete», avverte il sindaco Tiziano Tagliani.
I vendoliani da tempo sono divisi in provincia da una contesa interna che ha coinvolto in un turbinio di fiducie e sfiducie al vertice locale anche una parte dell’ex Pdci. Un copioso drappello di comunisti è infatti entrata l’anno scorso in Sel con l’obiettivo di sostenere l’ex coordinatrice Annalisa Felletti, assessore comunale, e mettere in minoranza la componente che fa capo al consigliere comunale indipendente Leonardo Fiorentini e all’ex coordinatrice Alessandra Tuffanelli. Un piano che si è infranto recentemente contro la svolta appoggiata dal vertice nazionale di Sel e da quello regionale che ha indicato la strada maestra della confluenza nella neo-costituita Sinistra Italiana (da sancire in concomitanza col congresso di fine anno della nuova formazione politica) e del superamento del progetto Sel.
La virata ha trovato ancora il partito spaccato, con il circolo di Codigoro (vicino ad Annalisa Felletti) e il “Don Chisciotte” di Ferrara, guidato dalla combattiva Khety Bracchi, schierati contro il nuovo vertice (Alex Canella e Alessandra Tuffanelli co-coordinatori), al punto che i ribelli hanno deciso di rivolgersi alla Commissione di garanzia nazionale con una istanza formale di commissariamento. Un vero guazzabuglio politico, anche per il sindaco Tiziano Tagliani, che prende subito le distanze: «Sono del tutto indifferente alle vicende interne di Sel - ribatte deciso - i proclami che compaiono sui giornali e cercano di alimentare una dialettica funzionale solo a dinamiche interne a quel partito non possono toccare un organo di governo della città che sta realizzando un programma votato e sostenuto dai cittadini». Un messaggio che trancia alla base - al momento - ogni scenario che vedrebbe con favore l’apertura di uno spazio in giunta calibrato sull’assetto futuro del partito e sul possibile radicamento in città di Sinistra Italiana. Magari a scapito di un altro componente di Sel: l’assessore Felletti. «Sinistra Italiana? - risponde Tagliani a chi gli ricorda che a livello nazionale il nuovo raggruppamento politico rappresenta un pungolo anche e soprattutto per il Pd e una possibile calamita per la sua minoranza interna, sempre più lontana dalla linea del segretario e premier, Matteo Renzi - Noto che questa area si presenta molto variegata e complessa, certamente non omogenea. Fino ad oggi mi sembra che abbia portato ad una riallocazione di componenti della sinistra. Vedo muoversi sempre le stesse persone e mi sembra che siano anche molto poche». Il congresso di SI a fine anno e il clima che si respira già adesso nelle sale dove si riuniscono i vendoliani prefigurano sobbollimenti che potrebbero trasferirsi politicamente sui banchi della giunta. Fiorentini, che ha già cambiato nome al gruppo consiliare (Sinistra Italiana), ha dichiarato che «in due anni (di governo locale, ndr) si sono fatte molte cose, ma altre no» e che il nuovo partito dovrà «premere sull’acceleratore delle nostre tematiche». «Bene - chiosa Tagliani - quando si vorrà parlare di cose che interessano da vicino i cittadini siamo qui». (gi.ca.)
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