Dramma in Siria sotto le bombe dell’Isis
La testimonianza del vescovo di Aleppo: è in atto un genocidio contro i cristiani, in 4 anni in fuga oltre 100mila persone
«Ad Aleppo l'80% della popolazione è senza lavoro, manca acqua ed elettricità, e temiamo che Isis arrivi presto anche qui»: è l'ennesimo grido d'aiuto quello che ieri mattina nel Seminario di via Fabbri, monsignor Antoine Audo, vescovo caldeo di Aleppo e presidente della Caritas siriana, ha rivolto ai sacerdoti e indirettamente a tutta la cittadinanza. Per la sua tappa ferrarese, Audo è stato invitato dale vescovo Luigi Negri con l'organizzazione della onlus "Aiuto alla Chiesa che soffre" (Acs), con la quale la Diocesi ferrarese collabora da alcuni mesi, e per la quale era presente il direttore della sezione italiana Alessandro Monteduro.
«Ad Aleppo la situazione è davvero tragica, la più drammatica in tutta la Siria, sia per gli attacchi dei gruppi armati islamici, sia per i bombardamenti dell'esercito ufficiale», ha spiegato monsignor Audo.
«C'è un calo vertiginoso della popolazione, quindi la cosa più importante è che non ci sia più un esodo dei cristiani: in quattro anni d'assedio due terzi di loro hanno abbandonato la città, passando da 150mila a 50mila». Le notizie degli ultimi giorni parlano dell'esercito dell'Isis a nord di Aleppo, e ciò, per Audo, significa «che si rischia, come a Mosul, di arrivare alla fine della presenza millenaria dei cristiani». «È un vero e proprio genocidio quello ai danni di questa minoranza, che dimostra - secondo il vescovo di Aleppo - l'enorme problema dell'Islam nel sovrapporre politica e religione, usando Dio solo per volontà di dominio». Le testimonianze di fede ad Aleppo, come in Iraq, però, non mancano, «ogni giorno - ha spiegato Audo - firmo molti certificati di battesimo e di matrimonio». Oggi in Siria, come in tutto il Medio-Oriente, «sarebbe fondamentale una convivenza pur nella diversità tra le varie fedi ed etnie».
Sono state una decina le domande rivolte a monsignor Audo da parte dei sacerdoti presenti, a dimostrazione dell’interesse della Chiesa ferrarese verso la situazione della popolazione siriana. Alcune delle domande, in particolare, hanno riguardato il rapporto con i musulmani presenti nel nostro paese, e le possibili modalità di aiuto concreto. Ricordiamo come dal 2014, sopra l'entrata principale del Palazzo Arcivescovile su corso Martiri della Libertà, sia stato esposto il marchio con l'iniziale di "Nassarah" (Nazareno) e un anno e mezzo fa sia stato formalizzato il gemellaggio tra la nostra Diocesi e quella di Erbil in Iraq, con una raccolta fondi. Inoltre, una settimana fa al cinema S. Spirito sono intervenuti Rodolfo Casadei (giornalista inviato in Siria e Iraq) e padre Rebwar Audish Bassa, sacerdote iracheno. Infine, ricordiamo che stasera alle 20 monsignor Audo interverrà all'evento organizzato da Acs a Roma, durante il quale verrà illuminata di rosso la Fontana di Trevi in ricordo dei martiri cristiani. Per info e aiuti all'associazione visitare il sito www.acs-italia.org.
Andrea Musacci
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