Nuovi profughi, ma S.Bartolomeo ha paura
Non bastano le rassicurazioni di tecnici e amministratori: come facciamo a stare tranquilli?
L’arrivo di 11 richiedenti asilo in un'abitazione privata a San Bartolomeo in Bosco ha innescato negli abitanti preoccupazione e polemiche per il mancato coinvolgimento della popolazione da parte delle istituzioni sulla decisione adottata dal Comune di Ferrara: «Siamo stati informati a cose già decise, senza nessun confronto» affermano, oltre a manifestare timori. Per questo motivo si è tenuto mercoledì pomeriggio un incontro informativo tra il Comune, i vertici Asp e la cooperativa Camelot - incaricati dell’accoglienza dei profughi- e la cittadinanza di San Bartolomeo, per illustrare il progetto. «Il Comune di Ferrara, come tutti i comuni italiani, è tenuto a recepire le direttive statali ed europee in termini di accoglienza - ha spiegato è l'assessore Chiara Sapigni - tuttavia voglio sottolineare che, nonostante questo argomento venga costantemente esasperato dai mass-media, facendo quindi passare un messaggio allarmistico non veritiero e pur essendo un importante tema di attualità, in tutta la provincia di Ferrara sono solamente 680 i richiedenti asilo ospitati su una popolazione di circa 350.000 abitanti: sono tutti seguiti e controllati, e non si è mai registrato nessun aumento della criminalità attribuibile a loro. Non credo pertanto si possa parlare di invasione». Una rassicurazione non sufficiente: «Chi è questa gente? Cosa fa tutto il giorno?» si chiedono in molti. «Io abito di fronte alla casa dove verranno ospitati - afferma una cittadina - e per lavoro esco di casa in piena notte. Come faccio a stare tranquilla?» I funzionari Asp hanno spiegare loro come funziona l’ accoglienza e quali obbiettivi si pone: «Prima di giungere nella zona assegnata - in questo caso San Bartolomeo - questi passano per due centri di accoglienza: uno a Bologna, dove vengono controllati dalla Questura come identità e livello sanitario, e poi successivamente a Pontelagoscuro. Da qui vengono redistribuiti sul territorio». Il punto su cui sia l'assessore Sapigni che i funzionari Asp si sono soffermati è la finalità di questo processo, «obbligatorio, lo ricordiamo, perché deciso dal governo», che punta all'integrazione e all'apprendimento di cultura e modo di vivere. Con questo principio si è scelto di distribuirli in piccoli gruppi sul territorio, per facilitare il processo di inserimento. «Durante il giorno, dal lunedì al venerdì, sono seguiti dai nostri operatori sociali che li aiutano ad apprendere usi e abitudini del nostro paese, dalla cultura alle faccende domestiche - assicura Jacopo Sarti della coop Camelot - non sono assolutamente abbandonati a loro stessi, anzi seguiti passo dopo passo in questo percorso di inserimento». «Inoltre - con tinua - seguono corsi formativi e di italiano, per avvicinarli alla nostra cultura, conoscenza e rispetto di regole e abitudini di vita». Il percorso di accoglienza li impegna per i tempi necessari alla richiesta di asilo - circa 9/10 mesi- che per legge deve avvenire nel paese in cui la richiesta viene fatta, «dopodiché quasi tutti vanno via da Ferrara», ha spiegato l'assessore Sapigni. «Nei due anni, da quando è stato avviato il progetto, più dell'85% di coloro che abbiamo ospitato ha lasciato Ferrara, e in molti casi anche l'Italia». Tra i presenti c'è poi anche chi manifesta il timore di un futuro conflitto sociale tra i “nuovi” poveri, disoccupati locali e questa nuova potenziale forza lavoro. Eventualità esclusa dalla direttrice Asp, che afferma che «non svolgono alcun lavoro, ma al contrario vengono impegnati in attività di volontariato sul territorio». Se da parte di Comune, Asp e Camelot giunge un appello alla popolazione a favorire integrazione - già avvenuto con successo in altre frazioni - non tutti i cittadini sembrano accettarlo, preoccupati di veder peggiorare qualità e tranquillità della propria vita, e hanno ribadito indisponibilità ad accoglierli nella comunità e c'è chi si dice pronto ad alzare barricate e fare battaglie contro questo arrivo.
Marcello Ferrari
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