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CINEMA

Benvenuti... ma non troppo: le varie facce dell’accoglienza

di GIAN PIETRO ZERBINI
Benvenuti... ma non troppo: le varie facce dell’accoglienza

Commedia irriverente francese firmata da Alexandra Leclère

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Benvenuti… ma non troppo

Un film di Alexandra Leclère. Con Karin Viard, Didier Bourdon, Valérie Bonneton, Michel Vuillermoz, Josiane Balasko. Commedia, durata 106 minuti – Francia, 2014.

 

di GIAN PIETRO ZERBINI

I francesi sono maestri nel confezionare commedie per il cinema in grado di far ridere e, al tempo stesso, far riflettere su problematiche in realtà molto serie. La fantasia, in questo caso, non è molto distante dalla realtà se si pensa che lo spunto principale della trama è stato concepito sette anni fa.

Si parte da una provocazione che mette in subbuglio le coscienze soprattutto dell’agiata borghesia, ma non solo. Durante un’emergenza climatica, dovuta ad un inverno rigido che mette a rischio le persone che non hanno alloggi adeguati, il governo d’oltralpe impone alle famiglie che abitano in appartamenti con una determinata metratura, l’obbligo di ospitare i senza tetto e le persone in difficoltà.

Ovviamente si va incontro alle situazioni più paradossali condite con ironia, ma anche con una giusta dose di politicamente scorretto, tipico dei lavori di Alexandra Leclère, regista che non fa sconti, mescolando sociale e irriverenza, classico esempio di chi scherzando si confessa. È anche un grande film corale, dove le varie e contrapposte famiglie affrontano a modo loro l’emergenza. Dal nucleo benestante ad agiato a quello di sinistra, fino a una coppia di anziani che nel trasferimento nel nuovo appartamento ricordano per acidità i vecchietti del Muppet Show.

Il tema dell’accoglienza, della solidarietà, dell’emergenza, fanno cambiare anche i personaggi che non rimangono monoliticamente chiusi in un macchietta ma si evolvono e si modellano grazie ad un sceneggiatura frizzante, firmata dalla stessa regista, che lascia ampio spazio ai dialoghi e al confronto. Alcuni dei protagonisti sono vecchie conoscenze della Leclère, già diretti in passato con successo.

C’è qualche spunto che può ricordare il recente “Tutti pazzi in casa mia” di Patrice Leconte per il tema della dimora e anche “Quasi amici” della coppia Olivier Nakache, Eric Toledano per l’argomento delle differenze tra classi sociali. Tutti film godibili, leggeri ma non troppo.

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