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Bondisti Carife, tutti i 'paletti' dei rimborsi

Bondisti Carife, tutti i 'paletti' dei rimborsi

I 4.164 azzerati ferraresi rispettano il criterio temporale per evitare l'arbitrato, ma ognuno dovrà fare i conti su reddito e patrimonio. Per 467 meno di 100mila euro investiti

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FERRARA. È praticamente certo che tra i 158 azzerati delle 4 banche salvate, esclusi dal ristoro automatico per via di acquisti posteriori al 12 giugno 2014, non ci siano risparmiatori Carife. È tutto da vedere, e impossibile da calcolare in tempi rapidi, quanti effettivamente rientreranno in una delle altre due condizioni spiegate ieri sera da i Renzi e Padoan: reddito lordo Irpef 2015 entro i 35mila euro («quindi un impiegato» ha detto il premier) e patrimonio mobiliare al di sotto di 100mila euro. Il ministro del Tesoro ha definito «prudente» la stima di circa la metà della platea degli 11mila azzerati inseriti nei rimborsi automatici, che eviteranno l’arbitrato, e questa stima può essere ragionevolmente applicata alla realtà Carife. Bisogna però considerare l’entità del rimborso, «fino all’80% di quanto investito» e perduto dai risparmiatori, che dipende da un meccanismo piuttosto complicato imperniato sulla sottrazione dal rimborso di quanto guadagnato negli anni grazie ai rendimenti di questi bond.

Risulta insomma piuttosto difficile credere che molti tra i risparmiatori presenti, ad esempio, al Teatro Comunale il mese scorso, possa effettivamente compiere il gesto auspicato da Renzi, cioè «abbracciare il ministro Padoan». Non sono infatti esaudite le richieste poste dalle associazioni dei risparmiatori ferraresi, cioè Amici di Carife e Azzerati Carife, a partire dal punto fermo dell’indennizzo pieno e totale per tutti i bondisti, oltre che una misura di risarcimento anche per gli azionisti azzerati che, è il caso di ricordarlo, sono circa 28mila. Bisogna piuttosto vedere come reagirà l’ala più dura del movimento azzerati, che già sta iniziando a muoversi in maniera autonoma (vedi articolo sotto), alle sferzate polemiche del presidente del Consiglio, del tipo «quelli che nel vostro slang chiamate i ’truffati’ - ha detto ai giornalisti affermando di volersi togliere qualche sassolino - sono persone che hanno fatto delle scelte del tutto legittime. Ma stiamo parlando di circa 10mila persone che hanno acquistato obbligazioni subordinate che davano rendimenti decisamente superiori ai conti correnti». Insomma, torna il principio dei bondisti che hanno investito in subordinate attratti da rendimenti super, sempre contestato dai risparmiatori intervenuti ad assemblee, intervistati dai giornali.

Stimare quanti bondisti Carife dovranno ricorrere all’arbitrato, che, tra parentesi, è stato del tutto assente dalla conferenza stampa di Renzi e Padoan, è appunto impossibile. La stessa Nuova Carife, ancora ieri mattina, sottolineava di non essere in possesso dei dati sul reddito, se non per quella parte di clienti che hanno avuto accesso ad un prestito (ma anche in quel caso, magari, si tratta di numeri non aggiornati al 2015). Per quanto riguarda il “paletto” patrimoniale, si può invece richiamare i dati diffusi già alla fine dell’anno scorso: i clienti-bondisti definiti “più esposti”, che avevano cioè un patrimonio finanziario presso la banca (è il parametro richiesto? Ci possono essere anche qui dubbi) inferiore a 100 mila euro e concentrazione di bond junior superiore al 50% (paletto sparito nel decreto), sono 187 su 4.164, e avevano nelle mani 4,2 milioni di euro in obbligazioni azzerate; altri 280 clienti avevano un patrimonio inferiore a 100mila euro e concentrazione tra il 30 e 50%.

Si preannuncia quindi parecchio lavoro per i consulenti dei bondisti, a partire dalle associazioni tipo Federconsum, per preparare la documentazione individuale con la quale presentarsi allo sportello dei rimborsi o all’arbitrato.

Stefano Ciervo

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