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E’ morto il testimone contro Fiti, ma restano le intercettazioni

Ci sono le sue impronte sull’auto di Tartari, una Opel Corsa scura, rubata e poi abbandonata al cimitero di Mizzana. Ma su quell’auto, Constantin Fiti - disse - le sue impronte furono messe da altri...

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Ci sono le sue impronte sull’auto di Tartari, una Opel Corsa scura, rubata e poi abbandonata al cimitero di Mizzana. Ma su quell’auto, Constantin Fiti - disse - le sue impronte furono messe da altri e poteva anche esservi salito dopo l’omicidio. Lo inchiodano, invece, le intercettazioni telefoniche tra lui, l’ex compagna Miriam da cui ha avuto un figlio e il padre di lei, Giuseppe, diventato suo malgrado il supertestimone dell’accusa. Peccato, però, che Giuseppe sia morto diverse settimane fa. E allora le sue dichiarazioni che accusano Fiti perchè il giorno dopo l’omicidio, in casa sua lo sentì parlare al telefono con Miriam e dire «ho fatto una cosa molto brutta che non avevo mai fatto», che fine faranno? In aula, al processo pubblico, Giuseppe avrebbe dovuto ripeterle, ora non si potrà più fare. Intercettazioni che hanno valore di prova, ma si vedrà al processo. Giuseppe al telefono con la figlia, intercettato, era consapevole di non aver denunciato Fiti: alla figlia diceva di non chiamare la polizia perchè «dopo vengono da me, a dire che ero io a nasconderlo». A Giuseppe, Fiti confessò la sua partecipazione all’omicidio. Ma Giuseppe diceva anche alla figlia: « Ci sarà un confronto (tra lui e Fiti, ndr) perchè lui può dire che non mi ha detto niente, invece con me ha parlato di quella cosa, che poi lo sai benissimo, perchè ha parlato con te». Di averla fatta grossa. Ma Giuseppe non potrà ripeterlo in aula, perchè deceduto.

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