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Goro, Vasco e Lennon per salutare “Franco”

Goro, Vasco e Lennon per salutare “Franco”

Il dolore profondo di un’intera cittadina ha accompagnato Alessandro Ballarini nel suo ultimo viaggio

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GORO. Con le lacrime agli occhi ed un dolore sordo nel cuore, hanno sollevato in alto il feretro di legno chiaro, quasi a volerlo mettere ancora più vicino al cielo. È stato questo il commosso omaggio che gli amici hanno voluto rendere per l’ultima volta a Alessandro “Franco” Ballarini, il pescatore 33enne morto il 25 aprile in un incidente stradale.

Gli amici della società sportiva calcistica Ricci Goro e quelli di sempre, all’uscita della chiesa, dopo essere rimasti davanti alla bara adagiata sul sagrato, in lacrime, accompagnati dalle note di “Imagine” di John Lennon prima e canzoni di Vasco Rossi poi, nel portarsi sulle spalle il feretro coperto di fiori bianchi, la maglietta del Milan numero 13 Nesta e quella del Goro Calcio 82 con il suo nome Alessandro, hanno voluto sollevarla verso il cielo, tra gli applausi e le lacrime, per cercare di lenire un dolore per una perdita che ha lasciato un enorme vuoto, in tutti. Un lungo corteo, formato da diverse centinaia di persone si è poi accodato alla bara, portata a spalla, per accompagnare Alessandro al cimitero di Goro, dove ha avuto luogo la sepoltura. Quella di ieri per Goro è stata la giornata del dolore, delle lacrime, della consapevolezza dell’addio, un giorno durante il quale, all’arrivo del feretro a Goro, dove poi è stata allestita la camera ardente in sala consiliare, in Municipio, la cittadinanza gorese ha capito che Alessandro non c’era più, nessuno l’avrebbe più rivisto, parlato, riso, lavorato e fatto volontariato con lui. Nella sala del consiglio, il feretro, a fianco del quale erano seduti la mamma ed il fratello maggiore di Alessandro (il padre del 33enne non ce l’ha fatta ad essere presente, il dolore è insostenibile) su di un grande schermo sono passate le foto del giovane gorese, immagini sorridenti, insieme agli amici, foto di una vita, accompagnate da musica e canzoni.

Nel tragitto dal Municipio alla chiesa la bara è stata portata a spalla dagli amici e dai giocatori del Goro calcio, che durante la strada si sono avvicendati per portare il feretro entrato nel sacro luogo di culto accompagnato dall’inno del Milan e poi dalla canzone di Venditti “Notte prima degli esami”. In chiesa, a concelebrare la messa funebre, il parroco di Goro don Francesco Garbellini con don Corradin di Mesola. Nell’omelia don Garbellini ha ricordato ai giovani presenti di aiutarsi nell’esempio di vita votata agli altri avuto da Alessandro. «Unitevi ai familiari – ha detto il sacerdote – non solo ora, ma per il tempo che verrà, non abbandonateli. Alessandro vi assisterà da un dimensione diversa, attraverso la realtà della fede».

Al termine della messa, Andrea, un caro amico di Alessandro, che tutti a Goro chiamavano Franco, ha voluto leggere, un ricordo del giovane: “Ci conoscevamo fin dall’asilo, sempre a scuola insieme e quando alle medie, il primo anno siamo stati bocciati entrambi ho capito che non poteva esserci amico e compagno migliore con il quale ripetere l’anno. Tu eri troppo buono, ricordo quando hai avuto il motorino e poi la macchina, portavi tutti con te, non volevi mai che nessuno rimanesse a piedi. Eri l’amico che non poteva mancare, mai, nemmeno durante le discussioni fatte tra noi in merito a Juventus, Inter ed il tuo amato Milan che hai amato quanto la squadra di Goro. Franco ci mancherà il tuo essere pignolo. Ci hai lasciato su due piedi senza nemmeno darci il tempo di salutarci. Ciao Francuzzo”.

Maria Rosa Bellini

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