Mattarelli, lettere al mittente
Il candidato sindaco: «Mi offendono perché non hanno argomenti»
CENTO. «Quattro lettere anonime denigratorie. La campagna elettorale comincia con lo spargimento di liquami».
Ieri al Condor, prima della presentazione del programma alle associazioni economiche, il candidato sindaco Marco Mattarelli ha parlato dei contenuti delle lettere: «Trovate nella posta di sostenitori della nostra coalizione, quattro lettere che sono per molti aspetti innocue e ridicole, ma per altri denigratorie. Vengo attaccato infatti dal punto di vista professionale, come amministratore della città e come presidente dell'associazione Piccoli Azionisti. Per l'anonimo, sarei peggio dell'Isis. Vengo persino definito il Lama, animale che sputa, perché, secondo lui, starei sputando nel piatto dove ho mangiato, quello della Cassa di Risparmio di Cento, di cui sarei stato dipendente. Sono tutte falsità: nessuno sputo, nemmeno sulla città. Della banca - dice ancora Mattarelli - sono un consulente indipendente. Io in CariCento ho lavorato». Nessuna denuncia in vista da parte di Mattarelli, ma una riflessione: «Non avendo elementi concreti con cui colpire, si offende. E' la riprova che la mia candidatura ha buone chance per liberare la città da Lodi». (be.ba.)
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