Medico di Ferrara ottiene la sospensiva e si riprende l’ambulatorio
La giustizia amministrativa accoglie il ricorso di Federico Di Lascio: era stato dichiarato decaduto e sostituito. L’Asl gli ha restituito l’incarico a Voghiera
FERRARA. Da medico decaduto a medico “reinserito”, con un effetto domino sulla titolarità dell’ambulatorio di medicina generale di Voghiera, dove Federico Di Lascio ritorna con decorrenza 1 maggio. Il medico di base era stato sostituito, dopo gli atti che l’anno scorso ne avevano decretato la decadenza, da una collega, Maria Rega. Ma quest’ultima - per effetto della sospensiva emanata il 18 aprile 2016 dal Consiglio di Giustizia amministrativa della Regione Sicilia (organo corrispondente al Consiglio di Stato nazionale) - si è vista revocare l’incarico ieri con una determina adottata dall’Asl. La vicenda, come avviene spesso per la giustizia amministrativa, è stata contrassegnata da vari passaggi e dall’ultimo, sorprendente, rovesciamento di fronte. Che non rappresenta il capolinea del procedimento, perché il nuovo assetto dovrà comunque superare il vaglio della sentenza di merito, di cui al momento non è possibile indicare una data di definizione.
Di Lascio aveva ottenuto l’incarico l’anno scorso dopo aver frequentato un corso specifico in Sicilia e ottenuto il diploma di formazione in Medicina generale. Alla fine del 2015, però, a seguito di una richiesta di accertamento da parte della Regione Emilia Romagna, la Regione Sicilia aveva disposto la decadenza del medico ferrarese dall’incarico. Gli veniva contestata l’attività professionale svolta in una casa di cura di Ferrara in concomitanza con il corso di abilitazione frequentato in Sicilia dal 2009 al 2012.
L’atto della regione siciliana era stato recepito dall’Emilia Romagna nel dicembre scorso e le graduatorie regionali in base alle quali a Federico Di Lascio era stato affidato l’ambulatorio di Voghiera erano state rettificate.
La conseguenza era stata la cancellazione dall’elenco del nome di Di Lascio, a cui l’Asl di Ferrara aveva revocato l’incarico il 29 dicembre scorso. La decisione era stata subito impugnata dal medico con una richiesta di sospensiva degli atti adottati da Regione Sicilia, Regione Emilia Romagna e Asl. Tra gennaio e febbraio 2016 era stato il Tar della Sicilia ad esprimersi respingendo l’istanza del medico, ordinanza contro la quale lo stesso Di Lascio aveva presentato ricorso in appello al Consiglio di Giustizia amministrativa della Sicilia. L’organo si è espresso il 18 aprile scorso e ha bocciato il giudizio di primo grado pronunciato dal Tar. È scattata quindi la sospensiva di tutti gli atti adottati in precedenza e l’Asl ha ristabilito la situazione preesistente al primo atto di decadenza emesso dalla Regione Sicilia.
Uno sviluppo che ha comportato la “restituzione” dell’ambulatorio al medico ricorrente e la revoca dell’incarico alla professionista che lo aveva sostituito. L’ultima parola spetta ai pronunciamenti di merito.(gi.ca.)
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