Azioni mirate e interventi per tutelare l’ecosistema
COMACCHIO. Negli ultimi decenni numerosi fattori di carattere locale e globale hanno determinato una riduzione della qualità ambientale delle zone umide del delta del Po. Nelle Valli di Comacchio, l’e...
COMACCHIO. Negli ultimi decenni numerosi fattori di carattere locale e globale hanno determinato una riduzione della qualità ambientale delle zone umide del delta del Po. Nelle Valli di Comacchio, l’eutrofizzazione, la riduzione del collegamento al mare, la subsidenza e l’impossibilità di regolazione delle derivazioni dal fiume Reno e dei livelli idrici in valle, sono stati riconosciuti come i fattori che hanno impattato maggiormente questo delicato ecosistema. Per fronteggiare questi problemi e dare avvio ad un processo di recupero ambientale, nel dicembre del 2015 è stato approvato il Piano di Gestione delle Valli di Comacchio che si fonda sulla analisi delle criticità gestionali di una zona umida che, per vocazione, storia e struttura è a tutti gli effetti una valle da pesca. Lo studio integrato ha considerato la salinità e i livelli nelle Valli, le portate e le concentrazioni dei nutrienti nell’acqua del Reno, così come le modalità e le tempistiche delle manovre idrauliche. L’approvazione del Piano ha, quindi, dato avvio a una serie di azioni condivise con i portatori di interesse locali con i quali è stato istituito un tavolo di monitoraggio. Contestualmente, con il coinvolgimento dei Servizi regionali competenti è iniziata, anche, una serie di verifiche relative alle prese idriche dal Reno, ciò equivale ad un uso non più libero di tali input di acqua dolce nelle Valli di Comacchio, ma effettuato secondo precise prescrizioni sui volumi massimi derivabili e sui periodi delle derivazioni. Dal punto di vista manutentivo, infine, il Parco ha ripristinato ed efficientato il sistema idraulico vallivo esistente, con messa in condizioni di completa funzionalità di tutte le chiaviche che permettono lo svaso delle Valli e l’abbassamento dei livelli idrici. «Grazie alle segnalazioni dei cittadini, venerdì è stato compiuto un altro sopralluogo sotto Reno - dice il vicesindaco - Si è appurato, a seguito di accurate verifiche, che le paratie di attingimento delle acque dolci del Reno erano aperte. Di fatto, oltre a configurare un illecito attingimento, ciò che preoccupa l’amministrazione comunale è la salvaguardia dell'habitat e del sito Zps più importante d’Europa». «Finalmente - prosegue - dopo diversi mesi di incontri tra Istituzioni ed il Tavolo Tecnico costituito presso l'Ente di gestione dell'Ente Parco, presieduto dal prof. Giuseppe Castaldelli, si è passati ad azioni mirate e concrete. Ora auspichiamo che sino alla definizione completa del piano di gestione delle acque, vengano apposti i sigilli sulle paratie esposte sul fiume Reno».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
