Gestione Pac, chiesta dilazione
L’affondo del presidente Scaramagli: c’è troppa burocrazia
Mentre si avvicina la scadenza del 16 maggio per presentare le nuove domande Pac, continuano a non essere pagate le richieste presentate già nel 2015. È questa la situazione in cui si trovano moltissimi agricoltori italiani, che stanno pagando le conseguenze di una macchina burocratica complessa e malfunzionante. Sulla questione dei ritardi e delle difficoltà che si incontrano nella gestione della Pac interviene anche Confagricoltura. Una presa di posizione a livello nazionale ma anche locale, visto che i ritardi nei pagamenti interessano anche diversi agricoltori ferraresi. Per questo Confagricoltura Ferrara appoggia la richiesta del comitato direttivo di rivolgersi al ministro Martina affinché possa avviare le procedure per una dilazione nella presentazione delle domande 2016. Attualmente infatti, la complessità delle procedure ed il sistema a singhiozzo stanno rallentando il flusso delle richieste, con ritardi che si sommano a ritardi. «È inaccettabile che a distanza di mesi, nonostante l'Unione Europea abbia consentito di erogare il 70% dei contributi comunitari, a titolo di anticipo, entro il 30 novembre 2015, ci siano ancora aziende che non hanno ricevuto alcun pagamento spettante» spiega Pier Carlo Scaramagli, presidente di Confagricoltura Ferrara . «La condizione nel territorio estense non è così drammatica come in molti territori della penisola, ma è grave che non si sia ancora raggiunto un cambio di passo nell'ottica della sburocratizzazione e del reale snellimento degli oneri a carico delle aziende agricole. Queste disfunzioni ed inefficienze sono da imputare, come ricordato dall'organizzazione degli imprenditori agricoli, a tutti i soggetti che compongono la macchina burocratica della Pac: serve una manovra urgente per uscire dall'attuale situazione di stallo che sta danneggiando le aziende agricole». Tra difficoltà nelle procedure e pagamenti non completati, Confagricoltura invoca un cambiamento normativo. In attesa della risposta del Ministro delle politiche agricole, si auspica un cambio di paradigma che possa portarci allo stesso livello raggiunto in Europa. In effetti i ritardi nei pagamenti e nella gestione delle pratiche «si traducono in ritardi competitivi con le imprese degli altri Paesi europei - nota Scaramagli - dove le pubbliche amministrazioni sono in grado di gestire la presentazione delle domande ». (a.t.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google