L’Italia e la liberalizzazione impossibile
Corleone (Forum Droghe): «Ma la scorciatoia dei proibizionismo non ha mai funzionato»
«Perché parlare di legalizzazione delle droghe leggere in Italia resta un tabù? Perché scontiamo un lungo periodo di sicurezza ossessiva e poi il tema dei diritti suscita ancora grandi differenze a livello nazionale e internazionale. Basti pensare alle unioni civili, purtroppo l'Italia per molti aspetti è ancora indietro rispetto ad altri Paesi».
A parlare è Franco Corleone, attuale segretario dell'associazione Forum Droghe che ieri era a Ferrara insieme a Leonardo Fiorentini (Sinistra Italiana) per predisporre il piano di lavoro dell'associazione. «Il settimo libro bianco sulla legge sulle droghe - spiega Corleone - si concentra sia sulla proposta di legge di revisione del Testo Unico del 1990, sia sulla proposta per la regolamentazione legale dei derivati della cannabis. Poi organizzeremo tre importanti seminari: uno sulla cultura della pena (quale carcere e quali alternative a esso); uno sulle misure di sicurezza che provengono dall'eredità fascista della legge Rocco; uno sul potere di grazia del Presidente della Repubblica. Siamo una piccola associazione ma cerchiamo di dare vita a un grande lavoro di confronto e approfondimento».
Il pugno duro del mese scorso, ovvero l'offensiva delle forze dell’ordine ferraresi contro la diffusione delle sostanze stupefacenti nelle scuole, che è stata coordinata a livello nazionale, non ha raccolto all’unanimità giudizi positivi. Fiorentini è stato uno dei primi a dirsi apertamente contrario a questa operazione spiegando che: «La risposta al consumo di droga tra i giovani non può essere repressiva, soprattutto se porta i cani antidroga nelle scuole. Questi blitz non servono a nulla, perché i risultati concreti sono risibili, mandano ai ragazzi un messaggio di pura repressione, e non di uso cosciente di queste sostanze, e impiegano forze di polizia in una battaglia persa in partenza». E proprio a proposito di repressione e lotta Corleone spiega: «La scorciatoia del proibizionismo non ha funzionato né in Italia né all'estero. Nel mondo si sta seguendo una via diversa, razionale, umana e non persecutoria. La legalizzazione può anche migliorare tutela e salute dei consumatori e della società. Certamente - precisa - si andrebbe a limitare molto il fenomeno del narcotraffico. Il processo andrebbe sostenuto da un percorso cultuale e informativo, si dovrebbero incrementare le politiche sociali. Nella proposta di legge per la legalizzazione della canapa infatti - conclude - è prevista una politica molto forte per quanto riguarda cultura e salute».
Samuele Govoni
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