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Primo Maggio di lotta con la Fiom ferrarese

Beatrice Barberini
Il Primo Maggio della Fiom ad Alberone di Cento
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Il Primo Maggio della Fiom ad Alberone di Cento

Duro attacco alla Fiat e alla gestione Marchionne da parte del sindacato. Ma anche il sindaco Piero Lodi (Pd) non risparmia l'amico del premier Renzi

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ALBERONE DI CENTO. Un Primo Maggio all'insegna dei diritti dei lavoratori e del difficile confronto con Fca-Vm Motori di Cento. Per dare più valore al lavoro, per riflettere e rimettere al centro i temi dell'occupazione, delle pensioni e della contrattazione, ieri ad Alberone la quinta edizione della Festa del Primo Maggio organizzata dalla Fiom Cgil Ferrara.Nella sala polivalente l'iniziativa intitolata “Da Statuto a Statuto, passando per Marchionne e il Jobs Act', che ha visto partecipare, al dibattito e poi a tavola, oltre 200 persone.

Ad aprire gli interventi, il segretario provinciale Fiom Cgil, Samuele Lodi: «Agli effetti più che deludenti del Jobs Act, si sono aggiunti quelli negativi derivanti dagli gravi contributivi (legge di stabilità 2015). Per non parlare poi del rigido sistema pensionistico e una politica industriale che non prevede investimenti pubblici. Tutto questo, rende il 1° maggio 2016, una festa non per i giovani, sempre più esclusi e respinti dal mercato del lavoro».

Secondo Lodi «la fine dalla crisi, l'aumento della domanda e dei consumi passano attraverso la valorizzazione della contrattazione nazionale e l'aumento salariale per i lavoratori».

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Dai temi generali, a quelli centesi. Al centro della giornata, le vicende legate alla Fca-Vm Motori di Cento. Il segretario Fiom Lodi ha rilanciato al sindaco Piero Lodi non solo «il tema dell'annullamento della democrazia, della contrattazione e del confronto in Fiat, con discriminazione della Fiom (non firmataria del Ccsl)», ma anche quello relativo alla «conoscenza e ai dubbi sulle prospettive future dell'azienda centese».

Immediata la replica del sindaco Piero Lodi, che è entrato a gamba tesa su Fiat: «Fin dal primo ingresso di Fiat in Vm, Cento è entrata nel Coordinamento nazionale dei sindaci dell'automotive, per fare squadra, per mettere in rete le diverse esperienze nei vari stabilimenti in Italia e per aumentare la forza di confronto, anche diretto, con un'azienda che ha oggettive difficoltà a confrontarsi con chi non le dà ragione. Esito, Fiat mostra di considerarsi uno stato nello stato».

Poi, ancora Lodi: «Finché Fca avrà una parte di dirigenti della ex Vm Motori, come amministrazione riusciamo a trovare un livello di dialogo. Ma, in prospettiva, credo siamo destinati a perderlo, anche a fronte di una costante rotazione da parte di Fca dei vertici dirigenziali per evitare collegamenti con il territorio».

Lodi ha poi evidenziato la stretta relazione tra lavoro/cassa integrazione in Fca-Vm e vita sociale ed economica del Centese: «I dati dell'Irpef dimostrano oggi livelli incoraggianti». E, in prospettiva, il sindaco ha aggiunto: «Se l'azienda continuerà a potenziare e investire su progettazione, azione e sviluppo, e non solo nella produzione, quello centese resta uno stabilimento strategico dell'automotive e del diesel».

Per il coordinatore nazionale Fiom del Gruppo Fca-Cnh, Michele De Palma, occorre una strategia unitaria tra lavoratori e sindacati nell'obiettivo della contrattazione unitaria: «Le nostre battaglie non sono per rivendicare il diritto di Fiom a essere riconosciuta, ma perché l'azienda riconosca i lavoratori come titolari della contrattazione nei confronti dell'impresa. Su questo si gioca il ruolo dei sindacati. Intanto il presidente del consiglio Renzi, piuttosto che con i lavoratori, preferisce schierarsi con Marchionne, l'amministratore delegato più pagato d'Italia. Risultato? Meno auto prodotte rispetto allo scorso anno, moltiplicati gli utili per l'azienda, mentre i lavoratori di Fiat sono i meno pagati tra i metalmeccanici d'Italia. Uno schema che non funziona. Ai lavoratori il compito di alzare lo sguardo». Positivo, invece, nello stabilimento di Cento, dove «i lavoratori sono più cittadini, intervengono, si confrontano e sono propositivi».

A dar voce al punto di vista di Anpi nella difesa dei diritti e dei valori costituzionali, primo tra tutti quello del lavoro, l'intervento di Oriano Tommasini, mentre a chiudere la giornata, il segretario regionale Fiom, Bruno Papignani: «Di fronte alle difficoltà riferite dal sindaco nel rapportarsi con Fiat, all'evidente appoggio che il governo Renzi dà alle politiche della multinazionale guidata da Marchionne e al potere che dimostra di avere sulla politica e sul governo, all'affermazione del capitalismo all'esempio di questi giorni dato da sindacati clientelari in Fca-Vm di Cento, in questa Festa del 1° Maggio riemerge la necessità di tornare a militare nelle organizzazioni sindacali e, attraverso l'unità, riconquistare un contratto nazionale di lavoro e cambiare questo Paese. Riemerge con forza la necessità di mettere in primo piano il lavoro. E, con esso, i lavoratori e la loro dignità».
 

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