La Nuova Ferrara

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le reazioni del mondo politico

Vitellio (Pd): primo passo positivo

Ferraresi (M5S): ennesima beffa. Fabbri (Lega): subito i fondi ricorsi

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Dal fronte Pd arrivano solo voci di esponenti nazionali, che difendono il decreto, per aver «mantenuto gli impegni presi», mentre Luigi Vitellio, segretario provinciale, sceglie una linea più cauta: «Il decreto è sicuramente un primo passo perché si è andati a tutelare gli obbligazionisti più esposti. Il viceministro Morando a Ferrara si era preso una serie d’impegni (moral suasion per gli azionisti, aiuti al territorio, ndr) e noi restiamo fermi su quelle posizioni. Per un giudizio più completo bisogna comunque attendere gli applicativi, è positivo comunque che non ci sia più un tetto di risorse».

Per Vittorio Ferraresi, deputato estense di M5S, «si sta delineando l’ennesima beffa, la presa di posizione più atroce per i risparmiatori truffati dal “salva-banchieri” di novembre. I criteri annunciati per i rimborsi sono infatti confusi e comunque inadeguati, come si evince dalle parole dello stesso ministro Padoan». Lo spartiacque temporale del 12 giugno 2014 viene definito «ridicolo» e il forfait dell’80% è bollato come «arbitrario e inaccettabile. In più si profilano nel decreto diversi regali alle banche tra cui la novità del pegno non possessorio a garanzia dei crediti. Un istituto giuridico che rischia di mandare in pezzi il mondo delle Pmi».

Per il capogruppo regionale della Lega, Alan Fabbri, «il decreto banche è l’ennesima truffa a danno dei risparmiatori. Criteri inventati ad arte, azionisti neanche citati e risarcimenti parziali e limitati: Renzi ha tradito per la seconda volta i bondisti che ha azzerato». Secondo Fabbri, in particolare, si è «voltato le spalle a 28mila azionisti Carife» e «riservato le briciole per gli obbligazionisti subordinati». Il capogruppo regionale del Carroccio invita la Regione a procedere rapidamente sui criteri per l’accesso al fondo ricorsi che, «grazie alla Lega Nord è stato istituito».

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