Franceschini: i musei scientifici allargheranno la nostra offerta turistica
Il ministro in città per la firma dell'accordo che li inserisce nel sistema museale nazionale
FERRARA. «I musei scientifici in Italia sono sempre stati un po’ marginali, con questo accordo entrano nel sistema museale». L’ha detto il ministro Dario Franceschini presenziando a Ferrara alla firma dell’Accordo attuativo per la valorizzazione e l’integrazione dei musei scientifici nel sistema museale nazionale. L’accordo è stato firmato da Mibact, Miur, Anci e Anms (l’associazione dei musei scientifici) nella Sala Estense.
Per Franceschini «ci sono due buone ragioni a sostegno di questo accordo, la prima è legata al valore didattico e culturale dei musei scientifici, la seconda è legata ai nuovi circuiti turistici su cui più testardamente dobbiamo puntare. Il turismo crescerà enormemente nei prossimi anni e noi dobbiamo moltiplicare e integrare l’offerta. Ma serve un’offerta all’altezza, perchè il turismo segue l’eccellenza ovunque essa si trovi, nell’arte, nel cibo, nell’ambiente. Vado in una città e visito un museo scientifico se è innovativo, se funziona anche per i bambini. I musei scientifici possono diventare un pezzo importante di questa offerta come dimostra il Muse di Trento (il Museo dello Scienza) che fa 500 mila presenze all’anno».
Prima di salire sul palco della Sala Estense, Franceschini ha parlato con i giornalisti degli investimenti per la cultura deliberati dal Cipe: «Nel 2014 ho cominciato con 51 milioni, che bastano a malapena per riparare il tetto lesionato di qualche chiesa, poi sono arrivati i 400 milioni del Pon (fondi di orgine europea per il Sud), ora ci sono 100 milioni ogni anno per la manutenzione e c’è il miliardo del Cipe per finanziare importanti opere e strutture rimaste incompiute o da completare, come il Meis di Ferrara, che sono in grado di esercitare una forte attrazione turistica».
Per Ferrara, Reggio e Modena, i territori dell'antico Ducato Estense, ci sono altri 70 milioni da destinare a monumenti pubblici e privati (chiese in particolare) danneggiati dal terremoto del 2012: «In questo caso sarà la Regione insieme ai Comuni a decidere dove e come intervenire» ha specificato il ministro
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