Gli studi storici all’Archivio di Stato con il liceo Roiti
Per gli studenti delle scuole superiori, ci sono tanti modi per avvicinarsi alla storia: film, documentari, testi scolastici, gite in luoghi ricchi di significati, ma quello scelto dalla classe III G...
Per gli studenti delle scuole superiori, ci sono tanti modi per avvicinarsi alla storia: film, documentari, testi scolastici, gite in luoghi ricchi di significati, ma quello scelto dalla classe III G del liceo Roiti è senza dubbio, non solo innovativo ma particolarmente efficace. I risultati racchiusi in un “ebook“ che sarà visibile fra pochi giorni sul sito della scuola sono stati presentati ieri all'Archivio di Stato con il quale è nata una collaborazione che si è estesa anche alla Fondazione ex Campo Fossoli rappresentata dalla direttrice Marzia Luppi . Ma andiamo in ordine; fin dall'inizio dell'anno scolastico gli studenti del Corso di Scienze della Conservazione dei Beni Culturali con i loro insegnanti Giorgio Rizzoni e Silvia Sansonetti si sono recati presso l'Archivio di Stato di Corso Giovecca dove hanno trovato la massima collaborazione della direttrice Cristina Sanguinetti e degli archivisti Laura Graziani e Davide Guarnirei con i quali hanno esaminato una ricca documentazione della Questura e Prefettura di Ferrara relativa alle vicende drammatiche che colpirono la sinagoga italiana di via Mazzini profanata il 25 febbraio 1944 ( dove oggi non si prega più per l'oltraggio subito) ed agli anni 1930-45. Introdotti dalla direttrice Sanguinetti e dal professor Rizzoni, alcuni studenti hanno raccontato il percorso compiuto per giungere alla realizzazione del testo che esamina prima la storia della Sinagoga dal 1300 ai giorni nostri e poi la profanazione; un racconto però, privo di tutta la documentazione ebraica in possesso del tempio ferrarese, andata completamente distrutta. «Da questo nostro studio è nata la collaborazione con la Fondazioni Ex Campo Fossoli dove passarono oltre 12 mila persone tra cui 2800 prigionieri politici, 5000 lavoratori coatti, 5000 prigionieri inglesi, 1800 internati civili ed i 2/3 degli ebrei deportati».
Margherita Goberti
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