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Bergamini, la famiglia chiede la riesumazione

di Marcello Pulidori
Bergamini, la famiglia chiede la riesumazione

L’avvocato Fabio Anselmo: «Siamo fiduciosi circa la decisione del giudice». La sorella del giocatore di Boccaleone di Argenta non si arrende, probabile una nuova perizia

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BOCCALEONE. Non si arrenderà mai prima di aver ottenuto la verità sulla morte del fratello Denis Bergamini (Argenta, 18 settembre 1962 – Roseto Capo Spulico, 18 novembre 1989). E con lei l’avvocato Fabio Anselmo («Abbiamo fiducia nel nuovo procuratore capo di Castrovillari», ha detto ieri mattina, 3 maggio, alla Nuova) che ha preso a cuore, e in mano a livello legale, l’intera vicenda. Donata Bergamini e l'avvocato Fabio Anselmo si sono presentati nei giorni scorsi alla Procura di Castrovillari (Cosenza) con un obiettivo: consegnare l'istanza formale di una nuova perizia medico legale sul cadavere del giocatore del Cosenza. Una richiesta che comporterà, qualora accolta, la riesumazione della salma e conseguentemente la riapertura dell'indagine, chiusa dopo l'archiviazione decisa dal giudice per le indagini preliminari alcuni mesi fa.

L'incontro tra Anselmo, l’avvocato della famiglia del calciatore, e il procuratore capo di Castrovillari, Eugenio Facciolla, per presentare l’istanza e il materiale probatorio necessario alla ripresa dell’indagine sulla fine del calciatore del Cosenza morto il pomeriggio del 18 novembre 1989 sulla Statale 106 Jonica all’altezza di Roseto Capo Spulico, costituisce il primo passo verso la riapertura dell'inchiesta, una ipotesi (questa) che stando alle dichiarazioni recenti dello stesso Facciolla potrebbe essere più che probabile. A queste dichiarazioni ha fatto riferimento lo stesso Anselmo nella telefonata alla Nuova di ieri. Ma c’è un ma: affinché si proceda alla riapertura delle indagini si dovrà infatti necessariamente trattare di materiale nuovo, o che metta in nuova luce gli elementi già acquisiti nelle precedenti indagini, in particolare sull’orario del decesso di Denis e sulla dinamica dei fatti. Nello specifico la richiesta evidenzia la necessità di «determinare l'esatta descrizione e oggettivazione delle lesioni scheletriche nel cadavere di Bergamini» e «la valutazione della vitalità delle lesioni cutanee e ossee riscontrate nel corpo». La consulenza tecnica richiesta è, quindi, necessaria per verificare causa e mezzi del decesso di Bergamini.

A svolgere la perizia saranno Emanuela Turilazzi (professore ordinario di medicina legale all'Università di Foggia) e Vittorio Fineschi (direttore della scuola di specializzazione in medicina legale presso la Sapienza di Roma). «L'incontro con il procuratore Facciolla è stato un colloquio in cui si è avuta la possibilità di interloquire. Sono estremamente soddisfatta», ha detto dopo l’incontro Donata Bergamini che ha rimarcato come «io non mi fermo perché le cose erano già chiare fin dall’inizio. Ho fiducia. Questa è la Procura di Facciolla. Non riesco a chiamarla con il nome del paese. Mi dispiace, ma non ci riesco perché in passato tante sono state le delusioni». Anche il legale della famiglia Bergamini, ha detto di essere «estremamente soddisfatto. Stiamo facendo passi avanti - ha ribadito Anselmo - . Abbiamo tutti molta fiducia nel procuratore Facciolla. C'è una collaborazione importante. Nel procuratore - ha concluso Anselmo - ho trovato grande disponibilità, ma soprattutto grande sensibilità e determinazione. La questione è delicata anche perché ci sono state già due archiviazioni. Non credo che ci vorrà tempo perché credo di aver fornito al procuratore la possibilità di fugare ogni dubbio sulla morte di Denis rispetto sia ai tempi che alle modalità con le quali è maturata».

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