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Contributi comunali per gli antifurto

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Progetto sicurezza, le proposte dell’amministrazione di Ferrara: spazio ai controlli di vicinato. I residenti: «Lo hub dei profughi? Non è lì il problema»

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FERRARA. Nel 2015 a Ferrara ci sono stati circa 8mila reati di cui 5mila furti, rapine e spaccate di auto, soprattutto ai danni di anziani e donne sole. L’assessore Aldo Modonesi ha aperto ieri a Pontelagoscuro il primo di 12 appuntamenti informativi con queste cifre, illustrando il progetto “Comunità sicura”. «Abbiamo deciso di partire dalle frazioni - ha dichiarato l’assessore - anche se a Ferrara ci sono almeno due zone calde: Gad e Palazzo degli Specchi. Sebbene le statistiche dicano che i reati siano in calo, abbiamo tutti la sensazione di essere meno sicuri rispetto ad anni fa e per questo vogliamo ascoltarvi e farvi delle proposte, tra cui l’annuncio di un bando di 100mila euro a favore di chi vorrà tutelarsi nella propria abitazione con sistemi di allarme e altro, che sarà presentato il 28 maggio, e la creazione di un gruppo di cittadini che volontariamente si mettano insieme per attuare alcuni comportamenti di controllo e segnalare poi alle forze dell’ordine eventuali anomalie riscontrate nel territorio di residenza. Questo “controllo di vicinato”, su cui torneremo a settembre, è un’esperienza già in atto in altre realtà e che si può realizzare meglio nelle piccole frazioni dove tutti si conoscono».

Il capitano dei Carabinieri Rossella Capuano ha poi affrontato lo spinoso problema delle truffe suddividendole in tre tipologie: finti dipendenti delle Poste o della banca, ricordando che non c’è nessun dipendente autorizzato a farlo; il dipendente Hera per la truffa “dell’inquinamento dell’acqua” e infine la telefonata di un finto avvocato che annuncia l’incidente del figlio o di un parente stretto. Molte signore presenti hanno esternato le loro paure e perplessità, altri hanno garantito la volontà di contrastare i malintenzionati.

«Oggi ci sono bisogni talmente pesanti nelle persone - ha dichiarato Daniele Lodi - che è difficile affrontarli perché tra l’altro sono aumentati. Non credo che ci sia solo il problema della necessità del controllo di certi individui ma invece la necessità di dare loro un lavoro e condizioni di vita diverse e migliori». Anche Manrico Dolcetti vive la situazione di tutti i giorni con una certa apprensione: «La gente ha paura di trovare la propria casa svaligiata e spera soprattutto nell’aiuto dei vicini». Per Carmen Bargellini, invece, i problemi non vengono dallo hub, la struttura che a Pontelagoscuro ospita gli stranieri, «anzi molti di loro sono venuti ad aiutarci a pulire la piazza, però quando io vado a letto alla sera tengo il cellulare vicino a me, metto catenacci e non sono tranquilla». «Anch’io - aggiunge Antonio Savelli - sono convinto che le situazioni peggiori riguardino le attività commerciali che si trovano sulla strada Provinciale anche se non nego che le case siano meta di furti che comunque mi sembrano calati rispetti al passato». «Io invece - aggiunge Abdon Montanari - sono stato derubato di notte mentre dormivo, per ben due volte. Per fortuna non mi sono accorto di nulla, al mattino mi però mancavano i soldi e il portafoglio. Adesso ho l’allarme e le inferriate». Bruna Zanella, quasi a interpretare il parere di tutti, ha concluso dicendo che è giusto che questi argomenti vengano affrontati. Altri interventi sono stati affidati a Mario Barbato, dirigente della Divisione Anticrimine della Questura che ha invitato a denunciare chi subisce un furto o una truffa e Laura Trentini, comandante della Polizia Municipale che ha illustrato il contenuto del bando. L’assessore Merli ha chiuso l’incontro sostenendo che molto di si può fare specie nelle piccole comunità.

Margherita Goberti

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