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i dati di unioncamere

In calo le imprese giovanili Oltre mille perdite in un anno

Sono 30.226 le imprese giovanili in Emilia Romagna, il 7,4 per cento di quelle regionali: in un anno 1.068 in meno (-3,4 per cento). In Italia la perdita è più contenuta (-2,4 per cento). La...

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Sono 30.226 le imprese giovanili in Emilia Romagna, il 7,4 per cento di quelle regionali: in un anno 1.068 in meno (-3,4 per cento). In Italia la perdita è più contenuta (-2,4 per cento). La contrazione è determinata dalle ditte individuali (-876 unità). Calo per le società di persone (-10,6 per cento) e crescita, ora più contenuta, delle società di capitali (+3,3 per cento). Crollo nelle costruzioni (-886 unità, -11,2 per cento), caduta dell’industria (-7,0 per cento) e flessione nei servizi (-1,0 per cento). In controtendenza, ritorno all’agricoltura (+9,6 per cento).

Continua a perdere spazio l’imprenditoria giovanile. In Emilia-Romagna, a marzo 2016, sono risultate 30.226 le imprese attive giovanili. La percentuale di imprese guidate da giovani è risultata pari al 7,4 per cento di quelle regionali.

Gli effetti della passata crisi economica e della restrizione del credito continuano a pesare sul Registro imprese. In un anno si sono perse 1.068 imprese, con una lieve decelerazione della tendenza negativa (-3,4 per cento), che, invece, appare molto più contenuta per le altre imprese, diminuite dello 0,3 per cento. Questo il ritratto dell’imprenditoria giovanile regionale che emerge dai dati del Registro delle imprese delle Camere di commercio di fonte InfoCamere elaborati nell’ultimo report del Centro studi e ricerche di Unioncamere Emilia-Romagna.

La tendenza in regione è, da tempo, più pesante di quella nazionale: in Italia, le imprese giovanili (491.651, pari al 9,6 per cento del totale) diminuiscono del 2,4 per cento e le altre imprese consolidare la tendenza positiva recentemente assunta e fare segnare un leggero aumento (+0,4 per cento).

Le imprese giovanili aumentano solo in Valle d’Aosta (+0,2 per cento) e in Campania (+0,1 per cento). Segno rosso altrove. L’Emilia-Romagna è quattordicesima, quasi in fondo a questa classifica per “crescita”, visto che va peggio in Piemonte (-3,7 per cento), ma la situazione è meno grave in Veneto (-2,2 per cento) e in Lombardia (-1,9 per cento).

La riduzione è da attribuire principalmente alla flessione delle ditte individuali (-876 unità, -3,6 per cento), più contenuta che in passato, che sono prese tra effetti della congiuntura e indisponibilità del credito, ma il calo delle società di persone è molto più intenso (-10,6 per cento, pari a 276 unità). Queste risentono dell’attrattività della normativa delle società a responsabilità limitata, di cui si avvantaggiano le società di capitale, che però rallentano sensibilmente la loro forte crescita (+128 unità, +3,3 per cento).

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