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un post su facebook svela una storia che fa discutere

«Morto povero e sepolto senza avvertire la famiglia»

«Morto povero e sepolto senza avvertire la famiglia»

«Il corpo di mio zio, morto povero, è rimasto in frigo per mesi e poi quando hanno deciso di seppellirlo nel campo comune di Mizzana, senza funerale, i parenti non sono stati nemmeno avvertiti». È...

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«Il corpo di mio zio, morto povero, è rimasto in frigo per mesi e poi quando hanno deciso di seppellirlo nel campo comune di Mizzana, senza funerale, i parenti non sono stati nemmeno avvertiti». È questa, in pillole, la storia che in questi giorni sta commuovendo su Facebook centinaia di ferraresi, che hanno condiviso e commentato il post del nipote di Giorgio Stegani, morto il 24 novembre 2015 e seppellito lo scorso 29 aprile. «Giorgio era una persona povera, pensionata, con moglie pensionata (si parla sempre di minima) e due figli grandi, disoccupati - racconta il post - Mi hanno detto che la famiglia non “deve” essere informata perché non c’è un vero funerale, non c’è la messa. C’è la buca, nel campo comune di Mizzana». Il vestito buono è rimasto nell’armadio, non c’è stato modo di metterlo.

Come funziona in questi casi? Il problema si pone quando, come per Stegani, nessuno (parenti o amici) richiede il corpo del deceduto entro un ragionevole lasso di tempo. Scatta la richiesta ai Servizi sociali del Comune di verificare lo stato d’indigenza del morto, con relativa istruttoria: ecco perché possono passare anche mesi prima della decisione dei servizi, pure se è positiva come nel caso di Stegani. A questo punto l’Amsef ha l’autorizzazione ad organizzare la sepoltura a spese del Comune, che avviene nel modo più semplice possibile, senza cerimonie civili nè religiose. Il corpo, che comunque dopo mesi di frigo non sarebbe più possibile vestire (il servizio è in ogni caso a pagamento), è avvolto in un lenzuolo e portato dentro la cassa nel cimitero di Mizzana. Succede una decina di volte l’anno, in media, in gran parte per italiani indigenti.

Fin qui la procedura, resta da capire perché la famiglia di Stegani lamenti una mancata informazione sull’esito dell’istruttoria.

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