La Nuova Ferrara

Ferrara

i conti dell’azienda sociale

Per i profughi 4 milioni in un anno

I costi più alti per alloggi e pocket money. Nel 2016 spese lievitate

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Quattro milioni di euro di spese dirette, senza contare la quota di affitti passivi. È questa la cifra spesa nel 2015 dall’Asp per l’ospitalità ai richiedenti asilo nella nostra provincia. L’Azienda sociale di Ferrara è il soggetto gestore dei fondi nazionali per l’emergenza ex Mare Nostrum, affidati poi con una gara d’appalto (ha vinto l’associazione temporanea d’imprese guidata da coop Camelot), e quindi rendiconta nei suoi bilanci il passaggio di questo denaro sotto diverse voci. Il servizio di accoglienza profughi è di gran lunga la più importante, e comprende i costi delle strutture e delle cooperative che si occupano dell’accoglienza, del costo della buona uscita e del pocket money per il profugo. Quest’ultima voce riguarda i soldi liquidi affidati agli ospiti per le piccole spese necessarie alla rete di relazioni sul territorio, dal biglietto del bus per frequentare corsi alla scheda telefonica per tenere i contatti con gli operatori. Alla fine del 2015 erano accolti dall’Asp 554 profughi, per il 90% maschi, in maggioranza nigeriani, ma nel corso di quest’anno il numero è lievitato in maniera sensibile. A parte vengono rendicontate le spese vive di accoglienza hub di Pontelagoscuro, che è una struttura di transito veloce degli aspiranti rifugiati: circa 38mila euro in un anno, in gran parte per il pocket money.

C’è poi da inserire nel novero delle spese una quota consistente del totale dei fitti passivi dell’azienda, che supera i 160mila euro. Si può individuare, grossomodo, in quei 136mila euro che rappresentano lo scostamento tra previsione e consuntivo 2015, poiché in un primo tempo i costi di affitto delle abitazioni per profughi era previsto che fossero contabilizzate nella voce “servizio accoglienza”.

Questi soldi vengono poi rimborsati dal ministero sotto varie voci e con scadenze diverse.

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