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la testimonianza

«Aggredita alle spalle e trascinata a terra»

Alessandra Mura
«Aggredita alle spalle e trascinata a terra»

Il racconto della ragazza vittima dello scippo-rapina in piazzale Medaglie d’Oro a Ferrara. È finita all’ospedale con contusioni e abrasioni. «Ma non cederò alla paura»

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FERRARA. Ha fatto appena in tempo a notare che l’uomo che aveva appena incrociato stava solo facendo finta di telefonare, e un attimo dopo lo sconosciuto l’ha aggredita alle spalle, le ha strappato la borsa e, per vincere la sua resistenza, l’ha gettata a terra trascinandola per qualche metro. È finita al pronto soccorso dell’ospedale di Cona con un ginocchio contuso, una caviglia dolorante e diverse escoriazioni alla mano e al gomito la studentessa di 23 anni che martedì sera è stata rapinata nei pressi di piazzale Medaglie D’Oro. È lei stessa a raccontare le fasi concitate dello scippo diventato rapina, un episodio che si aggiunge a una lunga serie di furti con strappo che, partita lo scorso inverno in via Garibaldi, si è diffusa a macchia di leopardo in molte altre zone della città. E se spesso a colpire è stato un misterioso “uomo in nero”, a prendere di mira la studentessa universitaria sono state tre persone: due attendevano in bicicletta e il terzo, a piedi, metteva a segno lo scippo. «Avevo appuntamento con un’amica e stavo camminando in via Scandiana. Ero da sola, ma non era certo tardi, appena le nove e mezza di sera. Pioveva a dirotto e avevo le mani impegnate a reggere l’ombrello e la borsa appesa al braccio». Pochi passi, ed ecco spuntare un giovane di fronte a lei. «Aveva il cellulare in mano, ma ho capito subito che stava fingendo di telefonare, non teneva nemmeno il cellulare vicino all’orecchio e sembrava dire parole a casaccio. Dall’aspetto mi è sembrato tunisino o marocchino e indossava un giubbotto scuro. Non appena mi ha superato, a pochi metri da piazzale Medaglie D’Oro, mi sono sentita prendere alle spalle. In un attimo mi è stato addosso, ha afferrato la borsa e ha cominciato a strappare. Io tiravo dalla parte opposta per non lasciargli la borsa, e a quel punto mi ha gettata a terra. Sono rimasta ancora qualche secondo aggrappata al manico, mentre lui continuava a strappare trascinandomi a terra. Poi ho notato che c’erano altri due uomini, in bicicletta, e ho avuto paura che mi potessero fare del male. Così ho lasciato la presa. A quel punto lo scippatore si è diretto verso i complici, è salito su una bici insieme a un altro e tutti e tre sono scappati via». La ragazza è rimasta a terra, dolorante e spaventata sotto l’acquazzone. «Ho cominciato a gridare per chiedere aiuto - continua la ragazza - In quel momento si è fermata un’auto con a bordo una signora, ma non è scesa a soccorrermi ed è andata via, forse ha avuto paura. Per fortuna il mio cellulare era rimasto nella giacca e ho potuto chiamare il 112. I carabinieri sono arrivati immediatamente».

Nella borsa c’erano i documenti, il portafoglio e la carta bancomat: «Ma la cosa più preziosa che mi hanno rubato era proprio la borsa. Nel portafoglio c’erano appena 5 euro, ma la borsa era di marca, originale, e valeva duemila euro». Oltre ai carabinieri, in piazzale Medaglie d’Oro è arrivata un’ambulanza del 118 che ha accompagnato la studentessa all’ospedale di Cona per accertamenti: «Nulla di grave, sono una contusione e qualche abrasione. Paura? Sì lo choc c’è stato, magari non tornerò subito a percorrere quella via e alzerò la soglia di attenzione. Ma di sicuro non cambierò le mie abitudini e non limiterò la mia libertà, bisogna avere la forza di non farsi vincere dalla paura».

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