«Entrati in casa ad Aguscello come sciacalli»
La frustata dell’avvocato Gallerani a Pajdek : «Dica la verità, senza versioni di comodo»
Tutti hanno detto tutto e il contrario di tutto e ieri, per mettere i classici paletti all’indagine sull’omicidio di Pier Luigi Tartari e puntualizzare lo zig-zagare delle dichiarazioni dei tre assassini, è stata volta della parte civile, l’avvocato Eugenio Gallerani, che assiste i familiari di Tartari, fratello Marco e sorella Rita. Una accusa privata la sua che ha posto l’accento, ieri pomeriggio in oltre un’ora di arringa, contro i tre imputati, «entrati in casa di Tartari come sciacalli». Gallerani si è rivolto per tutto il tempo guardando e squadrando Pajdek, unico presente rimasto in aula. Ha riferito soprattutto il grande buco nero dell’inchiesta ma ha anche spiegato che «non è questo il processo per stabilire chi ha avuto l’idea della rapina in casa Tartari». Se fu Pajdek, come accusa Ruszo, o Ruszo stesso istigato dalla madre, Rosi, badante nella casa vicina a quella di Tartari e mai indagata nonostante le carte dell’inchiesta gettino ombre sul suo vero ruolo.
Questa la sintesi dell’intervento dell’avvocato Gallerani che ha ricordato che i tre «sciacalli» entrarono nella casa di via Ricciarelli ad Aguscello perché sapevano dell’assenza di Tartari, sapevano (da chi?) che Tartari sarebbe andato nella pizzeria abituale, quella sera del 9 settembre, pizzeria che aveva appena riaperto: chiamò alle 16.30 per prenotare. Come facevano i tre a sapere che Tartari non sarebbe stato in casa? Entrarono nella villetta aspettarono il ritorno di Tartari e lo aggredirono, picchiandolo e poi abbandonandolo, moribondo ma vivo. Tante e troppe contraddizioni nei racconti e ricostruzioni proposte dagli altri imputi e da Pajdek. Al quale Gallerani si è rivolto accusandolo di aver detto tutto e il contrario: Tartari sarebbe morto in casa ad Aguscello, come disse Pajdek solo in un secondo momento? Perchè legarlo di nuovo, allora, una seconda volta come provano i nastri trovati nel casolare dalla Polizia (la foto a fianco ricordata dal legale) dove Tartari fu abbandonato: questa è la conferma che dentro quel casolare Tartari venne imbavagliato di nuovo, gli venne messo nastro in bocca perchè non parlasse: «Quando si dice la verità - la frustata di Gallerani a Pajdek - bisogna dirla fino in fondo, non a puntate, senza versioni di comodo».
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