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Gallerani: quanti tagli sta subendo l’ospedale di Cento

Gallerani: quanti tagli sta subendo l’ospedale di Cento

CENTO. «Tutti uniti per difendere un’ospedale che è punto di riferimento per l'intero territorio. Ci batteremo per cambiare la rotta. In caso contrario, il Santissima Annunziata sarà via via...

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CENTO. «Tutti uniti per difendere un’ospedale che è punto di riferimento per l'intero territorio. Ci batteremo per cambiare la rotta. In caso contrario, il Santissima Annunziata sarà via via spogliato di reparti e servizi, fino alla dissoluzione». Un impegno preciso a difesa dell'ospedale di Cento, quello assunto dal candidato sindaco Diego Contri in occasione dell’iniziativa sulla sanità organizzata da Progetto Centese, con il coordinatore Emanuele Boccafoglia. Una presa di posizione netta, in una Sala Zarri gremita, dopo la relazione di Gilberto Gallerani, medico anestesista e rianimatore del Santissima Annunziata dal 1999: «Come a una margherita a cui vengono tolti i petali, l'ospedale di Cento viene via via smantellato - è l'allarme lanciato da Gallerani -. Mancano progetti di facilitazione per patologie di grado complesso, nessuna integrazione tra gli ospedali e Asl nel Ferrarese, quasi totale l'estinzione del laboratorio analisi. Da maggio 2012 poi, con l'introduzione della piastra chirurgica, tolti nell'area chirurgica 27 posti letto, in ginecologia 6 (a rischio altri 6), la lungodegenza è passata da 40 a 28 posti letto (-12), la medicina da 59 a 55. In totale, persi 49 posti letto. Risultato: da giugno 2014 a giugno 2015 i pazienti sono stati rimandati per “urgenza sopravvenuta”, ben 49 volte. Soluzione sarebbe, l'apertura di un Osservazione breve intensiva al Pronto soccorso. Ma nulla, nonostante le richieste. Smantellamento del servizio di aritmologia, limitazioni delle urgenze urologiche, eliminazione progressiva della guardia chirurgica attiva (prima h24) per 3 giorni su 7, l'obbligo di trasferimento dei pazienti in urgenza chirurgica a Cona. Riduzione degli interventi di protesi ad anca e ginocchio. Troppi dubbi sul futuro dell'ostetricia, per la riduzione dei parti. Ottimo il nuovo Ps, ma occorre darsi da fare perché sia efficace e funzionante, e col personale necessario». Da Gallerani poi, un'idea di sanità alternativa: «Al centro, il paziente che non è un pacco postale. Deve essere curato, per quanto è possibile, nel nostro territorio, e ove possibile, al proprio domicilio. Il garante del paziente sul territorio è il medico di famiglia, che deve essere parte di una rete integrata coi medici dell’ospedale del territorio e quelli di riferimento. Il vero risparmio si fa, investendo su qualità e progetti qualificati, non con il taglio dei servizi e di personale».

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