«Il benessere dei degenti è anche poter avere la tv»
Perplessità dei pazienti per il servizio a pagamento all’ospedale di Cona. «Dovrebbe essere gratuito, tanto più che il wifi funziona malissimo»
FERRARA. «È vero che non si tratta di un servizio indispensabile, e che in un ospedale le priorità sono altre, ma specialmente nei reparti che prevedono degenze prolungate, la possibilità di usufruire del televisore è un aspetto che incide non poco sul livello di benessere dei pazienti. E il fatto che sia a pagamento mi lascia a dir poco perplessa». Quella della tv con schede a noleggio prepagate è una prassi che, se in altri ospedali d’Italia è già stata adottata, a Ferrara rappresenta una novità accolta con una buona dose di malumore dai ricoverati e dai visitatori. Prima dell’installazione degli apparecchi da parte dell’azienda Sant’Anna - procedura in fase di realizzazione in Nefrologia, Ostetricia, Orl e Ortopedia, e già conclusa in Chirurgia Generale - le uniche soluzioni erano il fai-da-te (portandosi l’apparecchio da casa) o il noleggio da parte di un esercizio privato al prezzo di 5 euro al giorno.
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Adesso è invece l’ospedale a mettere a disposizione gli apparecchi a pagamento: 5 euro per una scheda da due giorni (2 blocchi da 24 ore) e 10 per schede da 5 giorni. In più è prevista una cauzione di un euro, che viene restituita al termine del servizio. «La tv in ospedale dovrebbe essere gratuita - si lamenta un paziente - avere un passatempo quando si è costretti a letto per tante ore non è un lusso, ma una necessità». «Chi sostiene che si può sempre ricorrere alla lettura di un libro - aggiunge un’altra degente - forse non si rende conto che spesso una persona ricoverata non ha la lucidità e la concentrazione sufficienti per leggere, ma ha bisogno di qualcosa di leggero, di una distrazione che non appesantisca troppo la mente, e guardare la tv aiuta più facilmente a far passare il tempo». C’è inoltre chi sottolinea “l’aggravante” dei problemi legati al wifi: «I telefoni cellulari spesso non funzionano perché non c’è campo, così quando si cerca di collegarsi alla rete wifi dell’ospedale capita di non riuscire a ricevere l’sms con le coordinate per il collegamento, e se anche si riesce a ricevere il messaggino poi il funzionamento della rete wifi risulta comunque difficoltoso. Così chi non vuole spendere soldi per noleggiare la tv non può nemmeno ricorrere ai tablet o al cellulare per guardare qualcosa o ascoltare la musica con le cuffiette. È ovvio che in un ospedale la cosa più importante è che funzioni bene la sanità, ma anche questi aspetti “psicologici” incidono sul benessere dei pazienti».
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