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Il Natale sarà più luminoso solo se i negozianti pagano

Il Natale sarà più luminoso solo se i negozianti pagano

Per vedere sfere, stelle e cilindri servono almeno 450 contributi da 100 euro L’organizzatore: non è un obolo, mi offendo. In alternativa semplici fili di luci

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Entro il mese di maggio i commercianti del centro dovranno decidere se partecipare o meno alla raccolta di fondi per le luminarie del Natale 2016. Se verrà raggiunta una soglia soddisfacente di adesioni, che l’associazione d’imprese organizzatrici hanno fissato in 450 (all’incirca la metà dei potenziali aderenti), allora ci sarà una vera e propria “rivoluzione luminosa” in centro, con l’accensione di figure a colori caldi come cilindri, palle, stelle a otto punte e triangoli, sul modello di piazza Municipale 2015. In caso contrario ci si dovrà accontentare del piano B, cioè luminarie molto più sobrie, imperniate sui fili di luci riuniti in “mantovane” e infittite nel formare un “tetto” luminoso per la sola piazza Municipale. «Non si tratta di soluzioni di qualità diversa, ma semplicemente alternative che dipendono dalla disponibilità finanziaria di cui disporremo - ha spiegato Riccardo Cavicchi di Delphi international, capofila degli organizzatori privati - L’anno scorso abbiamo investito 416mila euro perdendo quasi 20mila euro perché appunto non abbiamo raggiunto la quota di contributi dei negozianti e, tra le associazioni, solo Cna ha versato i 2mila euro richiesti con nostra lettera. Inoltre lo spostamento della pista di pattinaggio in piazza Verdi ha comportato minori introiti pubblicitari». Ogni strada, in caso di raggiungimento del “quorum”, potrà scegliere gli elementi luminosi preferiti, e anche nel caso B singole vie o angoli di centro potranno ottenere palle e stelle luminose, se dimostreranno di aver contribuito in maniera consistente.

La presentazione delle luminarie, con tanto di confronto in diretta tra i fili accesi, si è svolta ieri alle 13 nella Sala delle Musica, di fronte ad una trentina di commercianti. Il peso decisivo della scelta sarà loro anche se, ha premesso l’assessore Roberto Serra, sarà istituita una commissione tecnica. All’incontro preliminare erano seguite non poche polemiche («erano stati invitati solo i consulenti delle associazioni, non si trattava di una presentazione pubblica» ha chiarito Cavicchi), ieri c’è stato il seguito: il tema accende gli animi da anni nelle contrade commerciali, anche stiamo parlando di 100 euro a negozio. «Per 27 anni abbiamo pagato il contributo, l’anno scorso ci siamo rifiutati perché con condividevamo il progetto e ora sosteniamo che non c’è bisogno di molta illuminazione in un contesto di grande qualità architettonica come il centro di Ferrara, meglio le luminarie di base non differenziate per strada che continuare a pagare un obolo» hanno detto i titolari dei negozi La Terra dell’orso, scatenando la reazione di Cavicchi. «Non parliamo di obolo perché altrimenti mi offendo, l’obolo si dà alla Caritas, qui si tratta di un contributo volontario al miglioramento della città» ha risposto l’organizzatore.

Le associazioni dei commercianti non si sono espresse ufficialmente e, sottolinea Cavicchi, hanno sottoscritto il progetto: non come l’anno scorso, quando Ascom invitò i commercianti a pensarci bene prima di versare il contributo. Quota 450 resta però un obiettivo tutt’altro che scontato, visti anche i tempi stretti posti dagli organizzatori. Nell’arco di una quindicina di giorni hanno bisogno di risposte per poi passare, a fine mese, all’incasso e ordinare le luminarie: Cavicchi ha chiarito che i contributi in ogni caso non saranno restituiti, in linea con gli anni scorsi. Per consentire a tutti di farsi un’idea precisa, il rendering del progetto sarà pubblicato sul sito del Natale.

Stefano Ciervo

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