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l’incontro

Le guardie volontarie riunite in questura

Le guardie volontarie riunite in questura

Il punto con le 19 associazione che operano sul territorio a stretto contatto con la polizia

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Sono 19 le associazioni di guardie particolari volontarie presenti sul nostro territorio; circa 300 persone che dedicano parte della loro giornata nell' ambito della vigilanza secondo un decreto prefettizio che determina i loro diritti e doveri.

Ma ieri il questore Sbordone ha fatto qualcosa di più, convocando i rispettivi presidenti per coinvolgerli in un “ progetto di ulteriore sicurezza”. «Ho ritenuto necessario approfondire le tematiche che riguardano questo settore, così importante per la sua presenza sul territorio - ha sottolineato - perché in parte mi sfuggivano. Essendo guardie giurate sono occhi privilegiati ed agenti preziosi e per questo dovevano essere ribadite le norme e le disponibilità nei rispettivi ambiti, sempre legate al più vasto settore della sicurezza. La loro piena disponibilità coinvolgerà ovviamente anche gli Enti locali da cui dipendono e dove il comandate della Polizia Provinciale Claudio Castagnoli, ha già anticipato da tempo, un utile coordinamento».

In pratica sono stati ribaditi alcuni presupposti e precisati altri, come il fatto che i volontari devono essere disarmati, che hanno l'obbligo di segnalare dove si devono recare e cosa sono stati chiamati a fare per evitare dispersione di energia, applicando l'idea base di pianificare i controlli di servizio; ancora è importante che, chi esce di notte per svolgere un particolare compito di sorveglianza o di altro tipo, lo faccia sempre insieme alla polizia; c'è poi una attenta regolamentazione della divisa di ciascuna associazione sia per la stoffa usata, sia per il colore e gli ornamenti che non devono assomigliare a quelle ufficiali della Finanza, dei carabinieri e della stessa polizia; infine c'è l'obbligo di tenere una cronologia informatica dei servizi eseguiti durate l'intero anno e soprattutto tutti devono essere in possesso di un tesserino di riconoscimento per poter essere identificati. Le novità presentate durante l'incontro sono state condivise da tutte le associazioni, molte delle quali sono già in regola mentre altre che avevano ad esempio un basco verde non approvato, hanno già provveduto alla sostituzione.

«Noi di Legambiente - ha dichiarato il presidente regionale Carlo Di Rienzi -avevamo già presentato un regolamento di servizio e ci fa quindi molto piacere che il questore ne abbia presentato uno valido per tutti».

Margherita Goberti

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