«Salviamo quel che resta del nostro patrimonio»
Marotte abbandonate a Comacchio, l’appello per recuperare le barche rimaste. «L’amministrazione non può permettere un simile degrado. Si deve agire»
COMACCHIO. Il vastissimo patrimonio documentario dell’Istituto Luce comprende numerose pellicole in bianco e nero dei primi del secolo scorso, alcune senza il sonoro, che mostrano come avvenisse il trasporto delle anguille, dopo la loro cattura nei lavorieri, sino a Comacchio.
Le marotte, imbarcazioni in legno rovere, completamente chiuse erano dedite solo al trasporto delle anguille dalle Valli alla Manifattura dei Marinati, dove giungevano vive, grazie ai fori praticati sulle pareti. «Sono imbarcazioni tipiche di Comacchio – spiega l’ex consigliere comunale di Alleanza Nazionale Iginio Ferroni -; non esistono corrispettivi in altre località. Nel 2007, quando quelle rimaste nell’area dell’ex-Sivalco erano già in stato di abbandono, avevo chiesto se si potessero recuperare, mettendole all’asta, ai fini della loro conservazione». In redazione Ferroni ha inviato anche immagini che testimoniano lo stato di degrado delle poche marotte sopravvissute alla distruzione. «Se non si interviene subito, per salvaguardare un pezzo importante della nostra identità storica – insiste Ferroni – anche queste ultime marotte faranno la fine delle altre». L’ex- consigliere riferisce di aver già a suo tempo segnalato il problema del degrado al presidente del Parco del Delta, ovvero quando era nel pieno delle sue funzioni di esponente del Consiglio Comunale. Sono trascorsi diversi anni, ma rispetto ai suggerimenti e agli appelli lanciati, non sono stati realizzati progetti di recupero delle imbarcazioni storiche.
«Ho fatto un sopralluogo per scattare le foto, che parlano da sole – conclude Ferroni -, perché si vede che in alcuni casi il legno delle marotte è completamente sbriciolato, irrecuperabile. Il legno era abituato all’acqua e senza manutenzione va in malora». Ferroni, constatando che non sono stati ipotizzati né un’asta, né un bando per il restauro, vuole sensibilizzare l’opinione pubblica, «visto che si parla di candidare Comacchio a capitale della cultura per il 2018». Infine assicura che si muoverà nelle sedi competenti, per verificare eventuali responsabilità sul degrado in cui si trovano le marotte storiche.
«Ferroni ha pienamente ragione - fa da spalla il presidente della Consulta Mezzogori - Bisogna intervenire quanto prima e chiedo ai nostri amministratori di rispondere».
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