La Nuova Ferrara

Ferrara

la polemica sull'autorizzazione

L’assessore al pianista "fuori posto": «Torna, ma autorizzato»

L’assessore al pianista "fuori posto": «Torna, ma autorizzato»

Serra: il permesso chiesto solo due giorni prima, serve più preavviso. Spath (Fdi): «Perché allontanarlo»? Ma Zanarella ha “colpito” anche in altre città

3 MINUTI DI LETTURA





FERRARA. Si posa di città in città, con la levità di una libellula nonostante il peso del suo bagaglio speciale. Pianoforte in spalla, è un giramondo della musica, un concertista ambulante che, come tutti gli artisti, è poco incline alla burocrazia.

Paolo Zanarella, il pianista fuori posto, con la sua esibizione “carbonara” di giovedì mattina sul Listone ha involontariamente sollevato un caso politico. Applaudito dai passanti, il musicista è stato però allontanato dalla polizia municipale perché privo di autorizzazione. A Ferrara, dove peraltro è conosciuto come Busker nelle edizioni 2012 e 2013 del Festival, se l’è cavata con una “ramanzina”; invece in altre città, tra cui la natìa Padova, gli sono state appioppate multe non solo per la mancanza di permesso per l’occupazione di suolo pubblico, ma anche per vendita non autorizzata di Cd. Tutto questo lo spiega l’assessore al Commercio Roberto Serra che, nell’invitare l’anarchico pianista a tornare a Ferrara munito di permessi, di fatto risponde a un’interpellanza del consigliere di Fratelli d’Italia-An Paolo Spath.

Quest’ultimo, in particolare, si dice indispettito per il trattamento riservato a Zanarella, e chiede lumi sul ritardo nella concessione del necessario permesso che, secondo Spath, sarebbe stato richiesto fin dal 26 aprile. Il consigliere non manca poi di sottolineare che, a suo parere, gli agenti municipali non dimostrerebbero altrettanto zelo nell’allontanare venditori abusivi e «strimpellatori in cerca di elemosina».

L’assessore Serra premette che il pianista fuori posto a Ferrara un posto lo avrà sempre, a patto che si muova per tempo per regolarizzare le sue pur gradite performance. Perché in realtà solo due giorni prima, il 3 maggio, «il signor Zanarella si è presentato all’Ufficio del protocollo del Comune. Per via dello strumento che egli suona (pianoforte), avrebbe dovuto richiedere la concessione di occupazione del suolo pubblico». Questo non è necessario, puntualizza l’assessore Serra per chi suona strumenti meno ingombranti, come il flauto o la chitarra, per i quali «si può procedere con l'inoltro di una Scia, una semplice comunicazione di inizio attività riguardante l'attività musicale».

Ma un pianoforte non può materializzarsi, così, sul Listone: «Istruire la pratica di occupazione del suolo pubblico, in un luogo di pregio artistico culturale, per un ufficio comunale significa acquisire qualche parere, anche quello - quanto meno verbale in questi casi - della Sovrintendenza. Meno di due giorni di preavviso risultano non sempre sufficienti, così è stato. Al di là del notissimo Buskers festival, Ferrara ha ospitato poeti di strada, madonnari e tanti altri artisti tutti regolarmente autorizzati».

E in effetti risulta che Zavarella abbia colpito con i suoi “blitz” seriali anche a Padova, Como, Vicenza o Ravenna con lo stesso «modus operandi», culminato in sanzioni, «che il Comune di Ferrara non può avallare». Per conciliare la leggerezza della musica con i fardelli della burocrazia, conclude Serra, basta un po’ di organizzazione: Ferrara è pronta a riaccogliere Zanarella, «ma mi farebbe piacere che mi facesse sapere quando. Attraverso la mia segreteria, con un attimo di preavviso, oltre a valutare personalmente la regolarizzazione della sua posizione, avrò il piacere - sapendo che è in programma la sua esibizione - di poterlo ascoltare».

Alessandra Mura

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google