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«Mi è andata bene, un volo di tre metri»

«Mi è andata bene, un volo di tre metri»

Lido Scacchi, Rizzati racconta l’infortunio sul lavoro: stavo verniciando la parete e la scala si è aperta

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LIDO SCACCHI. «Poteva capitare a chiunque. Mi è andata bene, perché ho fatto un volo da quasi tre metri di altezza». Alessandro Rizzati, l’operaio quarantenne precipitato l'altro ieri da una scala, mentre era occupato in lavori di tinteggiatura all'interno dell'Holiday Village Florenz del Lido degli Scacchi, ricorda i drammatici momenti della caduta. «Erano circa le 10.30 del mattino – dichiara Rizzati dal letto dell'ospedale di Cona, dove è stato ricoverato -, e mi trovavo in cima ad una scala di metallo a verniciare una parete. All'improvviso la scala si è aperta e io sono caduto. I primi a vedere la scena e a soccorrermi sono stati alcuni turisti, che ringrazio di cuore». Alessandro, che stava attendendo l’inizio della stagione balneare per prendere servizio come bagnino, nei giorni scorsi stava dando una mano agli altri operai impegnati in attività di verniciatura, ma nessuno di loro ha assistito alla caduta, perché intenti a verniciare pareti distanti dal luogo in cui è avvenuto l'infortunio. «Alcuni clienti si sono prodigati per starmi vicino e per chiamare i soccorsi – prosegue il quarantenne -, ma voglio ringraziare anche il titolare Gianfranco Vitali, che ieri all'alba è arrivato per primo qui in ospedale, per sapere come sto. Mi hanno dato tanto coraggio anche quei ragazzi, gli altri operai che continuano ad incoraggiarmi con messaggi e telefonate». Alessandro si era trasferito da San Giuseppe a Treviso dodici anni fa e sino a tre anni fa ha lavorato in una ditta, poi purtroppo chiusa per fallimento. «Vivo dove c’è da lavorare – aggiunge l'uomo -, e ora che ho avuto la fortuna di trovare lavoro nel mio paese, mi trovo purtroppo in questa situazione.” Rizzati a seguito della caduta ha rimediato la rottura di diverse costole e di tre vertebre, oltre alla perforazione di un polmone e a fratture ad una spalla. Ne avrà per almeno un mese nel reparto di chirurgia toracica dell'ospedale di Cona, dove è stato trasportato in ambulanza. «Entro giugno voglio tornare a lavorare – dice risoluto Alessandro, benchè ogni colpo di tosse gli procuri dolori lancinanti diffusi -, visto che tac, pneumotorace e raggi sono già stati eseguiti e sono qui che posso parlarne». Il primo pensiero di Alessandro è rivolto al figlio di dieci anni, ora a Treviso con la mamma, ma l'affetto dei tanti amici ritrovati a Comacchio anche grazie al gruppo Facebook “da 18 a 40” che raccoglie gli ex-studenti dell'istituto Remo Brindisi, gli imprimerà la carica giusta per affrontare la convalescenza. (k.r.)

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