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«CoopCostruttori, un processo da rifare e da cancellare»

«CoopCostruttori, un processo da rifare e da cancellare»

L’accusa: unica condanna da confermare per Donigaglia è la bancarotta Spal. Quando la serie B gli costò 40 milioni di euro

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Alla vigilia gli addetti ai lavori dicevano che sarebbe dovuto essere un processo lampo, scontato, da chiudere subito, addirittura in serata, con la sentenza. Invece, il processo in Corte di Cassazione che si è aperto ieri a Roma, per il crac Coopcostruttori, sarà lungo e riserverà tante sorprese. Le prime le ha snocciolate ieri nel pomeriggio il procuratore generale Luigi Orsi, ribaltando di fatto accuse e sentenza di appello che aveva condannato Donigaglia, Ricci e i dirigenti Coop. Sorprendendo tutti - sia difese che parti civli - il pg Orsi ha chiesto ai 5 giudici della Corte (sezione quinta, presidente Palla, consiglieri Morelli, Niccoli - la relatrice - Settembre e Caputo) di annullare il processo - e rifarlo in Corte d’appello - per una serie di reati e in un caso, per i falsi in bilancio, addirittura cancellarlo del tutto perchè «il fatto non sussiste». Unica condanna da confermare, per il pg, quella relativa alla bancarotta per dissipazione della Spal: come si ricorda è la vecchia vicenda che ha coinvolto Donigaglia e Ricci Maccarini e dirigenti Coop per aver deciso di finanziare la società, portarla in serie B, sborsando per anni e anni quasi 40 milioni di euro e creando un buco nella azienda, una bancarotta dissipativa. Il processo ieri mattina ha visto prima la relazione del consigliere Grazia Niccoli che per due ore ha rivisto alla moviola l’intera vicenda: una ricostruzione che le stesse parti hanno definito precisa e tecnicamente ineccepibile così come la ricostruzione offerta dal pg Orsi (indicato come uno dei massimi esperti di reati finanziari, con esperienza a Milano) che si è prolungata fino al tardo pomeriggio con le conclusioni che dicevamo. Poi il rinvio al 19 maggio, quando toccherà alle parti civili parlare per le migliaia di ex soci raggirati dalle operazioni ritenute fraudolente da parte di Donigalia e i suoi manager, prima tra tutte quelle delle offerte di Apc (azioni coop). Proprio su queste e sulle operazioni dolose (fatture scontate in anticipo sui lavori che vengono ritenute irregolari se non false) il pg ha chiesto l’annullamento con rinvio, ossia si dovrà fare un nuovo processo in Corte d’appello a Bologna. Stesso gioco del gambero per le questioni legate ai fallimenti di Progresso e Messidoro (due consociate di Costruttori): il pg ha ritenuto che le assoluzioni di Donigaglia e Ricci in appello non fossero da condividere: annullamento con rinvio. Solo sul falso in bilancio è stato deciso e chiarissimo. Troppo. Bacchettando, di fatto, riferiscono più fonti, tribunale e corte d’appello di Bologna che aveva riconosciuto i falsi in bilancio, per i bilanci Coop, che ne erano la carta d’identità, e l’accusa ha sempre ritenuto falsi per nascondere il dissesto. Invece spiega il pg Orsi vi sarebbe stata una applicazione creativa dei principi contabili. In questo modo l’ imputazione più importante rischia di essere cancellata. E’ solo la richiesta dell’accusa, ora toccherà ai giudici: il calendario - ossia quando - sarà stilato alla prossima udienza.

Daniele Predieri

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