Ferrara e il crac Costruttori: vogliamo conferme sui risarcimenti
Il pg ha chiesto di rifare il processo, le parti civili invitano ad attendere la sentenza di Cassazione
FERRARA. Sorpresa e amarezza, per i coop-people, le migliaia di famiglie ed ex soci raggirati (un buco solo per loro, dei loro risparmi, di quasi 100 milioni di euro), dopo la prima udienza del processo in Cassazione per il crac Coopcostruttori. E soprattutto dopo la requisitoria del pg Luigi Orsi che alla Corte (V sezione, presidente Palla, relatore Niccoli) ha chiesto di rifare il processo d’appello per quasi tutti i reati, cancellando quello principale dei falsi in bilancio e confermando solo la condanna per la bancarotta per dissipazione della Spal.
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L’ intervento dell’accusa ha sorpreso tutti, e più di tutti i legali di parte civile. Non lo nasconde l’avvocato Carmelo Marcello, legale di ex soci truffati: «La vicenda processuale della Coopcostruttori ci ha abituati alle sorprese e quello che abbiamo sentito in aula non ci ha fatto perdere la fiducia nel fatto che il risarcimento dei soci possa essere garantito anche in Cassazione». Il legale si sofferma sulla sola conferma della condanna per la “dissipativa” Spal, «condanna che, comunque, consentirebbe di rendere definitivi i risarcimenti alle parti civili già stabiliti dalla Corte d'Appello». La requisitoria del pg, aggiunge il legale, «per quanto autorevole (Orsi è uno dei pm più esperti in criminalità economica, 27 anni in procura a Milano, ha indagato sul caso Ligresti, UnipolSai, crac San Raffaele, Burani e Cirio per citarne alcuni, ndr) non ci destabilizza perchè siamo convinti della correttezza delle motivazioni della Corte d'appello su tutti i capi d'imputazione per i quali vi è stata condanna, compreso il falso in bilancio».
In Cassazione, ricorda il legale si deve valutare la sentenza (d’appello) e non il fatto: «Siamo pronti, dunque, a difendere la sentenza d'appello e non siamo demoralizzati così come non lo eravamo dopo la sentenza di primo grado che aveva permesso di gioire troppo in fretta a buona parte degli imputati». Gli fa eco il collega Claudio Maruzzi che si sofferma sl fatto che «i conti si faranno alla fine ed è assolutamente prematuro trarre conclusioni solo dopo la requisitoria del pg». Poichè, ricorda il legale, «la decisione dei giudici verrà presa dopo avere ascoltato le parti, letto ricorsi e memorie, in una vicenda di estrema complessità tecnica». «Alle nostre parti civili - chiude Maruzzi - interessa soprattutto che vengano confermati i presupposti per ottenere il risarcimento di tutti i danni subiti». La richiesta dell’accusa è di rifare il processo d’appello per i fatti legati ai crac delle consociate Progresso e Messidoro, per le operazioni dolose (fatture false o no) e Apc, azioni coop che ex soci e risparmiatori compravano sulla fiducia per finanziare la cooperativa. Per il falso in bilancio, reato principe, il pg ha sostenuto che non sussiste: da cancellare.
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