«Ladri», dal corteo Carife partono uova
Prese di mira le sedi di Fondazione Cassa e Pd. Identificato uno dei lanciatori, per i ferraresi rinforzi da Bologna e Toscana
Erano un centinaio i manifestanti dell’ala dura degli ‘azzerati’ scesi in piazza ieri, ma sono bastati per riscaldare per bene l’atmosfera del sabato pomeriggio. Il corteo contro il Salva–banche, infatti, è finito con il lancio di uova contro la sede della Fondazione Carife in via Cairoli e la sede del Pd di via Frizzi (uno dei lanciatori è stato identificato dalla Polzia che ora valuterà i provvedimenti per il reato di imbrattamento) con la colonna sonora di cori «ladri, ladri» nei confronti del governo ma anche degli ex azionisti di maggioranza... azzerati pure loro (il video sul sito). Una piega probabilmente non prevista dagli organizzatori ferraresi, gli associati al No Salva-banche di Ferrara e Bologna, poiché il corteo è stato di fatto guidato da un gruppo di giovani antagonisti bolognesi («non sono un azzerato ma questa vicenda tocca tutti, non sono truffe individuali» ha detto Antonio, il megafonista numero uno) e da una quarantina di “Vittime del Salva-banche” provenienti dalla Toscana. Al primo lancio di uova il gruppo ferrarese, composto in gran parte da persone anziane, ha un po’ ondeggiato, un paio di signore hanno abbandonato il corteo e c’è stato anche chi è andato a parlare con i “lanciatori”, «non facciamo queste cose, sennò poi ci danno dei vandali», ma poi è continuata la protesta.
Il “concentramento” era alle 15 in piazza Repubblica, considerato che piazza Municipale era occupata dal Palio. Tanti capelli bianchi, «faremo poca strada e ci siamo portati anche le bottiglie d’acqua, perché ci sono tanti anziani e fa caldo» ha sottolineato l’organizzatrice Milena Zaggia, platea divisa in due, tra azionisti e obbligazionisti, e la signora Giovanna Mazzoni, presente alle proteste in mezza Italia, a dettare il “tono” iniziale agitando una campanella «per avvertire gli onorevoli che è il popolo a chiamare stavolta, non le lobby». Poi i bolognesi attaccano i cori da stadio, «noi non siamo speculatori», poi arrivano gli aretini veterani dei cortei, con megafoni, striscioni e slogan urticanti per il governo. «Vieni fuori Ferrara, azionista hai capito che non ti danno nulla?» stuzzicano i toscani: si può partire. Passano in largo Castello dove viene acceso un fumogeno, poi la deviazione per via Teatini, non è capita da tutti («ma dove ci portano, dai piccioni? La banca è di là»), anche se alle forze dell’ordine risulta una richiesta per quel percorso. «Governo, Renzi imbroglioni, fuori dai c.» «Rimborso totale o qui finisce male» sono gli slogan più gridati. Quando si arriva alla sede della Fondazione Carife, in via Cairoli, i contestatori si scatenano. Dieci minuti d’insulti conditi dal lancio di uova contro il portone chiuso, e l’affissione di fotocopie di banconote da zero euro. Stessa sorte, ma senza uova, per la Tesoreria Carife a pochi passi.
Corso Martiri viene coperto in pochi minuti, nel primo tratto di viale Cavour i manifestanti distribuiscono volantini e cercano di spiegare la protesta un po’ a tutti, comprese badanti russe, gruppetti di profughi e giovanissimi pronti per la ‘vasca’, con esiti alterni. Ritorno in piazza Castello attraverso la filiale Carife di via Santo Stefano, adeguatamente foderata di volantini, e via Frizzi, sede del Pd, e qui c’è stato il secondo momento caldo della giornata: altra raffica d’insulti, «ladri, ladri», toni molto accesi e le ultime due uova rimaste che si schiantano contro il portone chiuso: e qui è scattata l’identificazione di uno dei lanciatori da parte della Polizia, con le possibili conseguenze penali. Finisce qui, per ora: «Ma noi non ci fermeremo, la prossima è la visita ai “sabati aperti” di Carife» promette Zaggia. Anche la banca è nel mirino.
Stefano Ciervo
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