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aumento dei tributi

Partecipanza di Pieve contro il consorzio di bonifica

Partecipanza di Pieve contro il consorzio di bonifica

PIEVE DI CENTO. «Non si conoscono né le motivazioni, né i dettagli relativi al metodo con cui il Consorzio di Bonifica ha determinato l'importo del tributo. Un aumento, che non può essere assorbito...

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PIEVE DI CENTO. «Non si conoscono né le motivazioni, né i dettagli relativi al metodo con cui il Consorzio di Bonifica ha determinato l'importo del tributo. Un aumento, che non può essere assorbito dall'attuale rendita dei terreni e dalle condizioni economiche generali. La crisi si ripercuote su famiglie, attività produttive, e sulle stesse produzioni agricole». E' il presidente della Partecipanza Agraria di Pieve di Cento Flaviano Melloni, a prendere una posizione nettamente contraria rispetto all'aumento degli oneri del Consorzio di Bonifica Pianura di Ferrara. Nell'evidenziare le difficoltà del mondo dell’agricoltura, il presidente della Partecipanza pievese attacca: «In un simile contesto e dimostrando poi di non aver alcuna trasparenza, il Consorzio ha aumentato oltre ogni misura i proprio oneri consortili a carico degli utenti. Sono aumenti molto gravosi con variazioni notevoli rispetto ai precedenti contributi». Al contrario, evidenzia Melloni, la Partecipanza di Pieve, attenta all'analisi delle proprie disponibilità economiche e a fare scelte volte a non accentuare la grave crisi in corso, ha sempre mantenuto monitorati i costi a carico dei propri Partecipanti: «La tassa colletta è comprensiva anche dell'importo degli oneri consortili. Quest'amministrazione intende tutelare i partecipanti dagli aggravi, soprattutto se spropositati». Melloni riporta: «Nel 2015 i tributi consortili erano di 16.800 euro. A proprietà invariate, gli oneri 2016 sono passati a 28mila euro. Un aumento del 66,50%». Da qui l'appello alle autorità: «Devono tutelare gli utenti vessati, e mettere in atto efficaci iniziative di protesta che difendano i cittadini e il terreno da questa contribuzione dissennata ed iniqua».

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