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«Vaccini per i più piccoli obbligatori negli asili»

«Vaccini per i più piccoli obbligatori negli asili»

La Regione interverrà con proprie disposizioni dopo il calo dei bimbi “protetti” L’assessore Venturi: vanno tutelati tutti, anche chi non può assumere il farmaco

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FERRARA. Avanza il progetto della Regione Emilia Romagna di rendere obbligatoria la vaccinazione dei bambini che frequentano nidi e asili. E su questa materia l’ente, come anticipa il quotidiano la Repubblica edizione di Bologna, fa da apripista per arginare il calo ormai costante delle coperture nella prevenzione dei più piccoli. Il dato sul territorio emiliano romagnolo è sceso infatti per la prima volta sotto la soglia del 95%, un limite considerato dagli epidemiologi significativo per garantire la sicurezza sanitaria contro alcune malattie infettive particolarmente pericolose.

L’ente di viale Aldo Moro interverrà con una propria normativa nell’ambito degli asili nido pubblici comunali e per quelli privati convenzionati, dove per competenza la decisione è riservata all’ente locale.

Il provvedimento non è ancora stato approvato, la Regione l’ha abbozzato e adesso andrà discusso con la comunità scientifica e con i sindaci.

La questione bolle da mesi, da quando sono stati riportati i dati statistici che fotografano una riduzione considerata dagli esperti allarmante nelle percentuali di vaccinazione. La Regione ha già fatto sentire la sua voce nei mesi scorsi, come il ministero della Salute.

Il ministro Beatrice Lorenzin ha annunciato di voler estendere l’obbligatorietà del vaccino a tutte le scuole. Rispetto alle lentezze romane l’Emilia Romagna ha deciso di intervenire con anticipo dove le è consentito per legge. «Il principio è che quando si entra in una comunità con un figlio così piccolo vanno tutelati tutti - ha sottolineato l’assessore regionale alle Politiche per la Salute, Sergio Venturi - anche quelli che non possono essere vaccinati perché troppo piccoli o con basse difese immunitarie». La preoccupazione è cresciuta in Regione in particolare dopo il caso scioccante della bimba di 28 giorni morta di pertosse l’autunno scorso al policlinico Sant’Orsola di Bologna. Un allarme che è risuonato soprattutto per i bimbi più piccoli, sotto i due anni ma che da tempo divide i genitori in due fazioni: favorevoli e contrari.

Uno scontro che ha assunto tinte forti soprattutto in Romagna, dove la percentuale dei bimbi vaccinati è scesa sotto il 90%. Proprio da una mamma di Cesena, Alice Pignatti, era partita qualche mese fa una sottoscrizione online per chiedere vaccini obbligatori per l'iscrizione a scuola, una richiesta che ha superato le 30mila firme. «La scelta di non vaccinare si può fare - ha dichiarato Venturi - ma quando si entra in comunità viene prima la tutela di tutti».

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