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«La terra adesso non brucia»

«La terra adesso non brucia»

Nel Mezzano il comitato di cittadini tiene alta l’attenzione dopo l’incubo torba dell’estate scorsa

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OSTELLATO. Un gruppo di cittadini che hanno a cuore il benessere dell’ambiente, ma soprattutto che vogliono una certa qualità di vita, si sono ritrovati ieri, a Ostellato per andare a fare un sopralluogo nelle aree delle valli del Mezzano che la scorsa estate, per mesi, hanno bruciato, emanando olezzi insopportabili, “annusati” in mezza provincia. Le visite ai tre siti, tutti posti lungo via Mondo Nuovo, strada di collegamento tra Comacchio ed Ostellato, in un’area dove, da qualche parte, si trovano anche gli scavi dell’antica città di Spina, hanno visto la partecipazione di Davide Casanova, Stefano Bulzoni, Luigi Gasparini (di medici per l’ambiente), Elena Frignani, Francesco Loche, Paola Batistini e Mascia Fogli. «Dopo gli interventi fatti – hanno spiegato Casanova, Gasparini e gli altri – per arginare l’avanzata del fuoco che ha bruciato la torba, incendio che siamo convinti non abbia avuto origine accidentale, ma sia stato volontariamente appiccato, alla vigilia di una nuova stagione calda, il terreno sembra non serbare sorprese e tanto meno non fuma, quindi vuol dire che non vi è alcun incendio in atto. Cerchiamo, a cadenze abbastanza regolari di fare dei sopralluoghi per accertare che tutto sia apposto. Abbiamo persone vicine al nostro gruppo, che rende note le azioni attraverso la pagina Facebook “Fumi di torba”, che ci aiutano nelle analisi delle acque che vi sono nei canali vicini ai terreni che lo scorso anno sono bruciati e stiamo aspettando circa 200 foto orografiche, scattate dall’alto per una mappatura precisa del territorio ed una prospettiva diversa di come è cambiato il terreno dopo i roghi della scorsa estate». Inoltre «siamo decisi a chiedere di poter vedere le spese sostenute per il i lavori di contenimento degli incendi ed il loro spegnimento oltre a fare richiesta di conoscere quali materiali sono stati depositati nei terreni del mezzano tra gli anni ’80 e ’90». Nella giornata di ieri sono state visitate tre zone del Mezzano, lungo via Mondo Nuovo, il Boschetto, dove si era avuta la prima segnalazione di incendi tra luglio ed agosto dello scorso anno, “Le Vasche”, vasta zona di terreno incolto, dove ancora oggi è visibile la terra nera, bruciata, un albero rinsecchito da fiamme e calore e due canali di scolo e pozzanghere con acqua di colore rossastro, appezzamento di terreno che è luogo individuato dove sorgerà il pozzo esplorativo per l’estrazione di gas. «Noi – ha concluso il gruppo che ieri si è mosso per i controlli – saremo presenti ed attivi a documentare, segnalare e cercare di far si che non si ripeta quanto accaduto lo scorso anno. Le nostre uscite conoscitive ed esplorative sono pubbliche, tutti possono partecipare e la nostra attività è comunicata e tenuta costantemente aggiornata alla nostra pagina social Fumi di Torba».

Maria Rosa Bellini

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