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amici carife e azzerati carife prendono le distanze

«Vogliamo risultati non scontri»

«Vogliamo risultati non scontri»

Cappellari: serve unità. Tarroni: capiamo i mal di pancia, però...

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C’è chi pensa che il corteo di protesta di sabato scorso, guidato soprattutto da manifestanti provenienti dalla Toscana e da Bologna, abbia “mancato” l’obiettivo vero della marcia (cioè la sede della Nuova Carife, in corso Giovecca) e abbia poi ripiegato - per il lancio delle uova - sulla sede della Fondazione. Ai responsabili di due associazioni - gli “Azzerati Carife”, di cui è portavoce Mirko Tarroni, e gli “Amici di Carife”, guidati da Marco Cappellari - che hanno riempito il Teatro comunale un mese fa con un incontro pubblico che aveva tra gli ospiti il viceministro Enrico Morando, la marcia degli arrabbiati ha confermato che nel movimento “nazionale” di protesta nato dalla risoluzione del 22 novembre scorso sono emerse due linee .

«Abbiamo partecipato a numerose manifestazioni in giro per l’Italia - commenta Mirko Tarroni - e quindi non siamo rimasti impressionati più di tanto da quanto è avvenuto sabato a Ferrara. Capiamo che ci sono molte persone col mal di pancia dopo le scelte che sono state fatte sulla pelle di azionisti e obbligazionisti delle quattro banche “azzerate”. Ognuno poi decide come esprimere il suo disagio. Noi abbiamo scelto un percorso diverso». Le parole che lo individuano sono «dialogo» e «confronto, ma da una posizione forte e determinata - precisa Tarroni - che mira a raggiungere risultati migliori rispetto a chi preferisce lo scontro. A chi si chiede perché noi non eravamo nel corteo che ha sfilato sabato rispondo che da certi atteggiamenti prendiamo le distanze. Puntiamo a fare emergere il concetto che gli azzerati Carife e delle altre tre banche coinvolte in questa vicenda si sono trovati intrappolati in una finestra che li ha privati di ogni tutela. Ma vogliamo anche chiarire che, se pure responsabilità da parte dei vertici locali della banca ci sono state, non si possono nascondere quelle di Bankitalia e di chi ha approvato un decreto iniquo e ingiusto».

La posizione di Marco Cappellari è analoga: «Noi abbiamo scelto la strada dell’unità fra tutti i risparmiatori, non solo ferraresi, ma di tutte le 4 banche siamo in costante e contatto con le associazioni delle altre città.Non serve essere divisi perché la battaglia sarà lunga e difficile. Quanto alla manifestazione di sabato, occorre dire che non siamo stati contattati, non sappiamo chi sono queste persone, abbiamo saputo che c’erano persone venute da Bologna. Ci dissociamo dalla manifestazione in nome di una posizione, la nostra, che è forte, decisa, ferma ma anche costruttiva. Per comprenderla consiglio a tutti di guardare su amicicarife.it i video dell’iniziativa del 3 aprile al Comunale. Dopo il 3 aprile, il 3 maggio c’è stato il decreto in Gazzetta che ha molti limiti, ma non ci fermiamo fino a quando i risparmiatori non avranno i loro soldi. Noi facciamo la nostra battaglia per i risparmiatori, se altri hanno altri scopi e obiettivi non so che dire. Capisco il bisogno di qualcuno di sfogarsi, sono mesi che ascoltiamo persone arrabbiate, ma ripeto che per ottenere risultati serve la massima unità».

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