Decreto rimborsi Carife Il Pd: bisogna cambiare
Inizia l'esame parlamentare. Il segretario regionale Calvano: togliere i titoli azzerati dal tetto di 100mila euro
Approda in Commissione Finanze del Senato il decreto rimborsi per gli obbligazionisti Carife, e le spinte per cambiare qualcosa nell’impostazione del ministero si fanno più forti. «Stiamo provando a coordinare il lavoro dei parlamentari espressione dei territori delle quattro banche in risoluzione per predisporre alcuni emendamenti - conferma Paolo Calvano, segretario regionale Pd - Bisogna tener conto dell’impostazione di fondo del decreto, che è concordata con l’Unione Europea, ma nell’ambito di questo quadro è opportuno intervenire, ad esempio, sul tetto dei 100mila euro di patrimonio al 31 dicembre 2015 per poter accedere al rimborso automatico. La richiesta del Pd regionale - scandisce Calvano - è di considerare questa cifra al netto dell’importo dei titoli azzerati. Bisogna inoltre dare un’interpretazione certa dell’altro paletto dei 35mila euro di reddito annuale, che va inteso come reddito personale e non familiare. Il tutto con l’obiettivo di allargare il più possibile la platea dei beneficiari del rimborso automatico». Anche il deputato Alessandro Bratti (Pd) conferma la volontà di «modificare il decreto, va sicuramente fatto. E sto ancora aspettando la risposta all’interpellanza presentata dopo gli impegni presi dal viceministro Morando al Teatro Comunale, sui riconoscimenti anche agli azionisti e all’impegno straordinario per il territorio».
Morando aveva in effetti parlato di «moral suasion» nei confronti delle Nuove Banche, per ricreare un legame con gli azionisti azzerati (magari emettendo warrant), «ma su questo si devono impegnare anche le associazioni - sottolinea Calvano - Gli interventi a favore del territorio? Chiudiamo prima questa fase urgente in favore dei risparmiatori, poi ci concentreremo anche su questo». Il segretario Pd aveva anticipato la sua posizione con un post che aveva suscitato un vero vespaio su Fb, poiché preceduto da una dura presa di posizione nei confronti del lancio di uova dei dimostranti del corteo di sabato contro la sede Pd («atti vigliacchi e intimidatori»). Luigi Marattin, consigliere di Palazzo Chigi, ne ha approfittato per spiegare perché non si è costituito prima il fondo Atlante che ha salvato gli obbligazioni di Popvicenza: «Si dimentica che Carife non era una banca semplicemente bisognosa di un aumento di capitale: era una banca fallita, da tempo commissariata e con capitale azzerato, come ha certificato il Tribunale di Ferrara. Fa sorridere poi che a invocare Atlante (composto da banche private) sia chi per anni ha rifiutato ogni aggregazione con altri gruppi bancari più solidi, in nome della difesa della ferraresi della banca. Difesa così bene che si è azzerato il valore di 28 mila azionisti ferraresi».
Intanto Nuova Carife ha pubblicato sul sito una serie d’impegni in favore degli azzerati a fornire «tutta la documentazione» per i ristori, a pubblicare ogni novità in merito e «cooperare attivamente» con le associazioni consumatori.
Stefano Ciervo
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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