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Eni si «sbarazza» di Versalis? Chimica ancora in sciopero

Eni si «sbarazza» di Versalis? Chimica ancora in sciopero

Anche il petrolchimico di Ferrara aderirà allo sciopero nazionale di 8 ore del gruppo Eni, indetto il 13 maggio per protestare contro la possibile cessione di Versalis al fondo Sk Capital. «Sono...

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Anche il petrolchimico di Ferrara aderirà allo sciopero nazionale di 8 ore del gruppo Eni, indetto il 13 maggio per protestare contro la possibile cessione di Versalis al fondo Sk Capital. «Sono preoccupanti - scrivono Filctem, Femca e Uiltec oltre alle Rsu di Versalis, Sef e Syndial, aderendo allo sciopero - sia le dichiarazioni dell’amministratore delegato Claudio Descalzi, nella quale si indica la volontà di “sbarazzarsi di Versalis entro la fine del 2016”, sia la presentazione del bilancio alla City di Londra, in cui si colloca Versalis in “non operation”, perché Versalis è ancora oggetto di una vendita che lavoratori, sindacati, istituzioni locali e regionali, vari soggetti politici vedono come un piano di dismissione governativo della chimica italiana». L’opposizione dei sindacati alla vendita al piccolo fondo d’investimento ha «rotto il muro di silenzio che si voleva mantenere sulla cessione, provocando un rallentamento dell’operazione di vendita», ma ancora non c’è un progetto «che garantisca la tenuta del sistema industriale italiano e salvaguardi il livello di occupazione».

I sindacati chiedono quindi che governo ed Eni «perseguano un progetto per il futuro di Versalis fondato su di un piano industriale solido economicamente e credibile industrialmente (abbandonando la via del fondo d’investimento a cui pare che nemmeno le banche siano disposte a dare credito) valorizzando i business di competenza e la ricerca nell’ambito della chimica tradizionale e green». La proposta è di far intervenire la Cassa depositi e prestiti «al fine di garantire i necessari investimenti per il rilancio del comparto, la salvaguardia del manifatturiero e la difesa dell’occupazione».

Il gruppo Eni nel petrolchimico occupa oltre 400 persone divise in Versalis, Sef e Syndial: i lavori per la nuova linea di elastomeri, segnalano le maestranze, proseguono senza intoppi. Dal gruppo pubblico dipendono gli approvvigionamenti di materia prima dal cracking di Porto Marghera, che nonostante i ripetuti annunci di chiusura continua a lavorare anche con una commessa asiatica. Lo sciopero costerà 4,5 tonnellate di politene e 24 di Epdm in meno.

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