Sanzione se non si annulla la visita "saltata"? Così i pazienti “distratti” si dimezzano
Dal 4 aprile scorso è obbligatorio comunicare per tempo la disdetta delle prestazioni prenotate che poi vengono disertate. L’Asl: in poche settimane 800 trasgressori in meno. Morosità-ticket: vale 800mila euro l’anno
FERRARA. Ottocento “convertiti” in meno di un mese. La prima rilevazione dell’Asl dà ragione a chi pensava che la mancata disdetta della visita o dell’esame sanitario prenotato e poi “saltato” fosse dovuta a leggerezza o negligenza oltre che a smemoratezza o distrazione. È bastato far circolare il messaggio che, dal 4 aprile scorso, chi rinuncia a una prestazione sanitaria prenotata nelle strutture pubbliche o convenzionate deve annullare l’appuntamento con almeno due giorni lavorativi di anticipo sulla data prefissata (in caso contrario scatta la sanzione) a dimezzare in poche settimane il tasso dei refrattari: dal 9-10% al 4-5%. Il dato, dicono all’Asl, non è ancora stabilizzato, ma se il 4.3% di disdette mai comunicate o giunte in ritardo registrato ad aprile vale 850 prestazioni (escluse quelle di laboratorio) non erogate per responsabilità dell’utente allora è facile stabilire che almeno altri 800 cittadini - rispetto al passato - hanno rispettato l’obbligo.
Come è noto la Regione, dal 4 aprile scorso, ha deciso di infliggere una sanzione a chi, avendo prenotato una visita o un esame, non lo annulla se poi non può presentarsi dallo specialista. L’obiettivo è incidere ulteriormente sulla lunghezza delle liste d’attesa recuperando prestazioni che altrimenti vanno perdute. Un provvedimento al quale sono invitati ad adeguarsi tutti i cittadini, compresi gli aventi diritto all’esenzione (ad esempio per reddito, patologia o invalidità).
I trasgressori pagano una sanzione: il ticket previsto per le fasce di reddito più basse fino a un importo massimo per ricetta pari a 36,15 euro (per la chirurgia ambulatoriale si sale a 46,15 euro). Per annullare la prenotazione e renderla disponibile per altri utenti ci si può rivolgere al numero verde gratuito (800 532000), sportello Cup e farmacie, Cupweb o si può usare l’app per smatphone “ER Salute”. L’impossibilità di annullare la prenotazione in tempo utile dovrà essere giustificata in modo convincente.
Le prime “multe” saranno recapitate a partire da giugno. «Le lettere saranno spedite in modo graduale giocando sulla scadenza del termine utile per comunicare la sanzione all’utenza (entro 90 giorni dalla violazione, ndr), quindi non si assisterà subito a una pioggia di bollettini», annuncia Michele Greco, responsabile Cup dell’Asl. Bollettini che potrebbero andare in parte ad innalzare la morosità, cioè il numero di utenti che - dopo aver goduto di una prestazione sanitaria come una visita o un esame - poi non paga il ticket. Secondo le statistiche elaborate dall’azienda sanitaria di via Cassoli, su un volume di circa 7 milioni di euro/anno di incassi da ticket a non pagare il dovuto sono diverse migliaia di cittadini per un importo complessivo pari a circa 800mila euro. Ben il 72.3% degli inadempienti versa l’importo addebitato dopo aver ricevuto il primo sollecito, percentuale che sale all’85% dopo il recapito della raccomandata. Il restante 15%, corrispondente ad un volume economico di circa 100mila euro, diventa “cliente” di Equitalia. (gi.ca.)
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