Carife, Lega Nord e sindacato Cgil all’attacco
Incontro con Fabbri che accusa il Pd, le preoccupazioni della Fisac sul piano occupazionale
«Non ci siamo. No alle assoluzioni generalizzate. No alle autoassoluzioni». È questo il pensiero della Fisac Cgil, il sibndacatod ei bancari delle quattro good bank tra cui Carife. «Sono Ormai 6 mesi di tensioni, con più di 10.000 risparmiatori in ambasce per la perdita dell'investimento in obbligazioni subordinate e azioni. In grande parte, clientela al dettaglio che si è fidata della banca di riferimento, quella storica cui giustamente ci si rivolge per avere credito e per mettere a frutto i risparmi di famiglia. Il Governo che si dichiara in perenne trattativa con la Commissione UE sul sistema, sul futuro delle 4 banche e sulle conseguenze per i risparmiatori. Notizie incerte e contraddittorie, filtrate a mezzo stampa; secretazione di buona parte degli atti. I lavoratori delle 4 banche indistintamente esposti all'accusa di avere concorso a " truffare " i risparmiatori, senza distinzione. Non sono stati gli addetti agli sportelli ad avere: 1) deciso l'emissione di bond subordinati per rafforzare i requisiti patrimoniali; 2) valutato e consentito l'emissione; 3) attribuito il livello di rischio; 4) deciso, programmato e coordinato la collocazione al dettaglio dei titoli subordinati.Le Autorità di Vigilanza, che abbiamo visto impegnate in un percorso affannoso di comunicazione e restyling, concluso con l'autoassoluzione, Consob da ultima. Un rimpallo di competenze e responsabilità fra i principali protagonisti del Paese, sistema compreso. Sono in gioco lavoro per 7mila dipendenti e risparmi».
Intanto anche la lega Nord è all’attacco sul caso Carife.
«La nostra battaglia è per il rimborso al 100% degli azionisti e degli obbligazionisti», così si è espresso l'altra sera Alan Fabbri, capogruppo della Lega Nord in Regione.
«Se fossi un azzerato chiederei a tutte le forze politiche, dal PD al Movimento 5 Stelle cosa hanno intenzione di fare, dopo il decreto del 29 aprile, a livello di emendamenti. I politici locali devono sentire il fiato sul collo di azionisti e obbligazionisti Carife. I ferraresi meritano qualcosa di più di questo silenzio assordante».
Alan Fabbri non le manda a dire e tira in ballo il Ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini, asserendo che è lui «il mandante, il vero artefice del decreto Salva-banche». Una bocciatura su tutti i fronti quella del capo gruppo in regione della Lega Nord, che si stupisce del fatto che «Luigi Vitiello, servo di partito, non capisca perché gli azzerati dal Salva-banche in una protesta un po' meno pacifica, abbiano lanciato uova contro la sede del Pd».
Quello dell'altra sera è stato uno dei tanti incontri che la Lega ha fatto nella provincia ferrarese in questi mesi, «incontrando 32mila persone che si sono visti azzerare azioni e obbligazioni. Siamo vicini alla Lega Consumatori perché affrontiamo la questione dal punto di vista politico e tecnico, per ottenere qualcosa di concreto».
La serata, ha visto la presenza dell'avvocato Enrico Scarazzati, presidente Lega Consumatori e di Barbara Garbellini, vice presidente Lega Consumatori Emilia Romagna. Alan Fabbri ha espresso parole positive per Mirco Tarroni e Marco Cappellari ma, spera che «capiscano che è necessario fare una marcia in più. Il viceministro dell'Economia e delle Finanze Enrico Morando li ha umiliati rispetto a quanto aveva detto in assemblea al teatro Comunale. L'incontro con il viceministro è stato deludente, dobbiamo riflettere su quanto capitato. Noi facciamo la nostra parte, con la gente e per la gente».
Veronica Capucci
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