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«Per la diagnosi Ccsvi un giorno alla settimana»

Paolo Zamboni
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Paolo Zamboni

Grazie a un contributo privato al Sant’Anna sarà operativo un ambulatorio. Il punto di riferimento sarà il Centro di malattie vascolari diretto da Paolo Zamboni

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FERRARA. Il giorno dopo l’annuncio che ha suscitato l’interesse di migliaia di pazienti si definisce meglio il progetto di insediamento al Sant’Anna di un Punto di diagnostica avanzata della Ccsvi (Insufficienza venosa cronica cerebrospinale). «L’apertura non è imminente ma è prevista nei prossimi mesi - spiega Paolo Zamboni, il ricercatore ferrarese di Unife e Sant’Anna che ha descritto e scoperto la Ccsvi e dirige il Centro di Malattie vascolari dell’azienda ospedaliera - Per il momento non parliamo di un centro vero e proprio. La notizia importante é che verrà dedicata in modo organico una giornata di ambulatorio alla settimana al problema della Ccsvi».

Per i pazienti non sono previsti grandi numeri perché non si tratterà, almeno all’inizio, di una struttura predisposta in modo specifico ed esclusivo per eseguire la diagnosi di questa patologia, sulla quale sono tuttora in corso studi e approfondimenti scientifici che si estendono all’eventuale correlazione con l’insorgenza della sclerosi multipla. Un aspetto che finora ha diviso il mondo scientifico e sul quale si attende l’esito di ulteriori ricerche. Il passo del Sant’Anna però è indicativo: l’ospedale si appresta ad ospitare il primo servizio pubblico specializzato nella diagnostica avanzata della Ccsvi contando sull’esperienza scientifica maturata dallo stesso Zamboni e dalla sua equipe. La giornata di apertura dell’ambulatorio Ccsvi si iscrive, precisa il professore ferrarese, «all'interno di altri progetti di ricerca finanziati. In questo ambito recluteremmo anche alcuni pazienti con questa problematica. Avranno così la possibilità di essere sottoposti a test diagnostici innovativi che prevedono l’uso di energia non ionizzante, sistemi di indagine non invasivi e un sistema di lettura in post processing (miglioramento della resa delle immagini, ndr) che abbiamo sviluppato in questi anni». Alcune metodologie diagnostiche sono state sviluppate di recente e sperimentate, nell’ambito dei programmi spaziali governativi, dall’astronauta italiana Samantha Cristoforetti durante la missione spaziale internazionale che si è svolta nel 2015.

La struttura di riferimento sarà il Centro di malattie vascolari del Sant’Anna. «Servirà qualche mese di tempo, nel frattempo ci stiamo muovendo per acquisire finanziamenti ad hoc», ha annunciato ieri il direttore generale del Sant’Anna, Tiziano Carradori, a margine di una conferenza stampa convocata per un programma già avviato di lavori edilizi. L'attivazione del servizio potrà contare al momento sulla donazione di 20.000 euro da parte dell’associazione "Ccsvi nella Sclerosi Multipla", che da anni sostiene gli studi del ricercatore ferrarese. La possibilità di effettuare «misure oggettive rappresenta un reale vantaggio per i pazienti - osserva Zamboni - e per i medici che li seguono poiché con il sistema dei criteri Doppler, inizialmente introdotto 7 anni fa, non si era ottenuta la necessaria riproducibilità diagnostica». (gi.ca.)

 

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