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San Camillo, piace sempre l’ipotesi pubblico-privato

San Camillo, piace sempre l’ipotesi pubblico-privato

La commissione sanitaria conferma le strategie per la struttura comacchiese Fabbri: Asl assente, ennesimo silenzio su nuove possibili convenzioni

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COMACCHIO. Alla commissione sanitaria convocata ieri pomeriggio nella sala del consiglio comunale hanno partecipato anche i medici Luca Balducci e Luca Mambelli, in rappresentanza del network “Codice Bianco-chirurgia ambulatoriale”, coi quali i vertici Asl, la Consulta Popolare per il San Camillo, il presidente della provincia Tagliani ed il sindaco Marco Fabbri in un paio di occasioni, si erano incontrati per valutare l’ipotesi di gestione pubblico-privata della struttura sanitaria San Camillo. «Spiace constatare l’assenza dell’Asl – ha ammesso il sindaco -; sorprende ancor più tuttavia constatare che dal 2012 ad oggi, rispetto a proposte avanzate in sede di Conferenza territoriale socio-sanitaria sia sempre stato posto un veto a nuove convenzioni pubblico-private».

Il tema caldo del futuro del San Camillo è stato così al centro della seduta di ieri, convocata dopo il rinvio del mese scorso, a seguito del gesto eclatante di Manrico Mezzogori al terzo piano della struttura sanitaria. Ripercorrendo le tappe più recenti del processo di rimodulazione sanitaria locale e provinciale, Giovanni Gelli, esponente di spicco della Consulta Popolare per il San Camillo ha ricordato come la «dottoressa Bardasi durante la conferenza territoriale socio-sanitaria di gennaio, mostrando le slide dei Piani di azione 2016/2018 alla voce San Camillo parlasse di implementazione della chirurgia ambulatoriale. Ricordiamo le note nelle quali si parlava del secondo piano del San Camillo – ha aggiunto Gelli – e si diceva che venissero lasciate libere le sale operatorie per dare vita alla chirurgia ambulatoriale a gestione privata». Nella sala consiliare erano presenti anche numerosi sostenitori della consulta, oltre ai consiglieri comunali Di Munno (Il Faro/Forza Italia), Calderone, Bellotti (ex 5Stelle) e Tomasi (L’Onda) e ai rappresentanti delle forze politiche locali. Luca Balducci, medico privato del network “Codice Bianco – Chirurgia ambulatoriale”, rispondendo contestualmente ai quesiti posti dal consigliere Di Munno, ha assicurato che «ci interessa una collaborazione su ipotesi di nuovo dimensionamento del San Camillo con le possibilità di sviluppo, ponendo una barriera protettiva contro la mobilità passiva e magari anche con possibilità attrattiva. Il nostro mestiere – ha evidenziato il medico – è mirato a questo con prerogativa sociale, attraverso un’offerta che parte da visite e prestazioni specialistiche al prezzo del ticket o del tariffario regionale».

Prima di aggiornare la seduta a data da concordare tra le parti per impegni precedentemente assunti del sindaco, Manrico Mezzogori, presidente della Consulta popolare per il San Camillo, è tornato sulla problematica della mobilità passiva, esposta da Gelli, rilevando come «dall’apertura di Cona è aumentata inesorabilmente. Il Sant’Anna vive da ospedale di caratura europea ed è il contenitore che campa sulle altre strutture sanitarie della provincia ed è fuori legge con 200 posti letto in più rispetto ai parametri previsti per legge».

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