«Via il tumore e di corsa»
L’avventura e il coraggio di Corradin passano dai Trepponti
COMACCHIO. È una maratona di quasi 400 chilometri, che attraversa quattro regioni, Veneto, Emilia Romagna, Marche ed Umbria quella intrapresa da Domenico Corradin il 7 maggio scorso con meta finale Assisi. L’uomo, un tecnico informatico dell’istituto di istruzione secondaria “Remondindi” di Bassano del Grappa è partito da Nove, cittadina in provincia di Vicenza, nella quale vive con la famiglia e oggi attraverserà di corsa il territorio di Comacchio. «Via il tumore e di corsa – commenta Domenico – è lo slogan che mi accompagna in questa avventura che ho voluto intraprendere per lanciare un messaggio di speranza, di fiducia, di coraggio, ma anche di amicizia a chi incontrerò nel mio tragitto. La mia maratona è una metafora della vita, ispirata all’esempio di San Francesco D’Assisi. Proprio nella città del santo patrono d’Italia terminerò la mia corsa» A tappe di 25-35 chilometri al giorno, Domenico sta conducendo la propria battaglia personale, per sensibilizzare tutti, «perché nessuno è allenato ad affrontare il dramma di un tumore. Ci vuole allenamento in tutte le cose – ammette l’uomo – e fiducia nei propri allenatori, in questo caso i medici che mi stanno curando da un anno». Corradin proprio un anno fa, il 7 maggio 2015, ha subito un delicato intervento chirurgico per l’asportazione di un tumore al pancreas e da sportivo di lungo corso, avendo collezionato la bellezza di 18 maratone disputate in Italia e anche all’estero, ha deciso di ringraziare i medici, brindando alla vita e alla salute ritrovata con una corsa, sino alla città natale di San Francesco. In omaggio al santo, Corradin ha ribattezzato “Lupo” il carrello con le strumentazioni mediche che lo segue d’appresso per tenere monitorate le condizioni fisiche, come a voler evocare il lupo ammansito da San Francesco. Oggi a Comacchio sarà accolto da don Ruggero che lo ospiterà per la tappa odierna, insieme all’accompagnatore Francesco Lupano. (k.r.)
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