«Anche nel Ferrarese pesticidi nei canali»
Legambiente: in due punti nella zona di Valle Lepri il rapporto Ispra segnala livelli superiori al previsto
OSTELLATO. «Oltre l'84% dei punti di monitoraggio e circa il 60% dei campioni prelevati in acque superficiali risultano contaminati da pesticidi, con il ritrovamento di ben 66 sostanze diverse su 89 ricercate». Così Legambiente Emilia-Romagna ha riassunto il rapporto Ispra (l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, un ente ministeriale) sulla presenza di pesticidi nelle acque italiane. Esattamente, secondo Ispra le percentuali in questione sono pari rispettivamente all'84,4% e al 57,3%.
E non è immune a tutta la vicenda il territorio ferrarese. Infatti Legambiente rileva anche una mappa regionale delle emergenze: a conti fatti, in 17 punti di monitoraggio delle acque superficiali si riscontrano livelli di contaminazione superiori ai limiti di qualità ambientali. In particolare, ciò si riscontra in due stazioni del Modenese e in due del Ferrarese, l’idrovora Valle Lepri e a monte della chiusa Valle Lepri, «le sommatorie medie annue delle concentrazioni dei vari pesticidi superano il limite massimo di un microgrammo per millilitro fissato per legge».
Legambiente, così, sottolinea «l'urgenza di indagini approfondite e verifiche sulle cause di questi superamenti: importantissimo, inoltre, capire perchè sostanze come il diuron e l'atrazina, fuori legge da anni, risultino ancora presenti nei campioni analizzati»
Questo l’elenco. tra le 66 sostanze riscontrate, delle più frequenti: imidacloprid, terbutilazina, metolaclor, terbutilazina-desetil e metalaxil, tutte sostanze classificate «pericolose» per l'ambiente. «basti pensare che il neonicotinoide imidacloprid, ritrovato nel 40% dei campioni prelevati, è risultato essere uno dei principali imputati delle morie di api verificatesi negli ultimi anni», segnala tra l'altro l'associazione ambientalista.
E già nei giorni scorsi, in occasione della presentazione del rapporto Ispra, Legambiente, tramite Daniela Sciarra, responsabile Filiere e Politiche alimentari dell’associazione ha chiesto alle Regioni «di adottare al più presto misure specifiche per la riduzione di presenza nell'ambiente di pesticidi pericolosi per l'ambiente acquatico, nonché di attivare gli osservatori fitosanitari regionali affinché diano assistenza e informazione alle aziende agricole». Inoltre Legambiente nazionale ha sottolinea to come alcuni dei residui più frequentemente ritrovati nell'acqua da Ispra sono gli stessi ritrovati anche negli alimenti, come il metalaxil, il boscalid e l'imidacloprid, fungicidi e insetticidi sistemici. Il tema del multiresiduo, così definito per indicare la presenza concomitante di più e diversi tipi di residui chimici in uno stesso campione alimentare, è un tema di grande rilevanza.
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