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Corsa a Nuova Carife. Poche banche molti fondi di equity

Corsa a Nuova Carife. Poche banche molti fondi di equity

Sono in scadenza i termini per le offerte non vincolanti Bper decide sulla sola cassa estense. Moral suasion a rischio

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La settimana in corso è, negli annunci del presidente delle quattro good bank, Roberto Nicastro, «quella buona per le offerte non vincolanti», con una prima scadenza già oggi. Di conseguenza si moltiplicano le indiscrezioni sulle mosse dei potenziali acquirenti, anche se la realtà appare meno dinamica di quanto non possa sembrare. Già nei giorni scorsi, a seguito del completamento della due diligence per la fusione tra Bpm e Popolare, è emerso quanto risultava chiaro fin dai tempi delle dichiarazioni d’interesse: le due popolari non corrono per nessuna delle quattro banche in vendita, a partire da Nuova Carife. L’operazione di fusione è infatti da tempo prioritaria su ogni altra, per i due board, e non ci sono spazi per altri impegni in questa fase. Una certa agitazione ha suscitato poi lo scenario ipotizzato da Mf, secondo il quale Banca popolare dell’Emilia Romagna sarebbe interessata all’acquisizione di tutte e quattro le banche in vendita, e non solo Carife come si sapeva da tempo. Si sa in effetti che Nicastro è molto interessato ad una vendita in blocco, per motivi di tempistiche (quelle imposte dalla Commissione europea restano molto strette), e dal punto di vista delle politiche industriali l’operazione Bper avrebbe un senso strategico. Negli ambienti finanziari, però, non si raccolgono conferme sullo scenario dell’acquisto in blocco, mentre sulla presentazione di un’offerta non vincolante per Carife si sarà qualcosa nelle prossime ore: è previsto infatti un Consiglio d’amministrazione per la trimestrale e poi un appuntamento con gli analisti.

Di fatto, la platea delle banche interessate agli istituti in vendita rischia di assottigliarsi di parecchio, in vista delle prima scadenze impegnative. In campo, oltre a Bper, c’è probabilmente Popolare di Bari ma per Carichieti. Per il resto ritornano i nomi dei fondi internazionali di private equity, come Blackstone, Apollo, Lone Star, Oaktree, Bc Partners e altri ancora, interessati all’intero perimetro degli istituti in vendita ma con orizzonte, tipicamente, di breve-medio periodo per un investimento di questo genere. Non è lo scenario che auspicano i portatori d’interesse ferraresi, ma probabilmente nemmeno lo stesso Nicastro, che ha sempre lavorato per allargare il più possibile il numero delle offerte, in modo da poter “giocare” la carta dell’attenzione al territorio. La presenza di diversi acquirenti per Carife, del resto, è la condizione per quella moral suasion in favore degli ex azionisti, più volte evocata. (s.c.)

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