«Sono ostaggio dei tamburi»
Un’ottantenne di via Bártók: esasperata dalle prove del Palio
«Ho ottant’anni e ho il diritto, a casa mia, di andare a dormire quando voglio. E di cenare fuori in giardino, quando fa caldo, senza essere costretta a rifugiarmi dentro con le finestre chiuse per colpa del rumore insopportabile».
Lo sfogo proviene da una pensionata residente in via Bela Bártók. Perché quello che in altre parti della città, in altri luoghi e altre occasioni è un piacere e una festa, per lei e per altri abitanti della zona è diventato un supplizio per le orecchie e per i nervi: le prove dei musici e soprattutto dei tamburini delle contrade del Palio tenute nell’area verde compresa tra via Della Fiera, via Veneziani e appunto via Bártók. L’anziana si dice esasperata: «Non c’è tregua, da maggio a settembre, attaccano alle 20.30 e vanno avanti fino alle 23. Non c’è verso di mangiare fuori, ma anche riuscire a guardare la televisione è un problema. Tempo fa avevo anche contattato i dirigenti, ma dopo qualche parola gentile e l’assicurazione che avrebbero pensato a una soluzione come l’utilizzo degli spazi della Fiera, non ho più avuto notizie. Basterebbe che si spostassero anche solo cinquanta metri più in là, nella zona del Mercatone per intenderci, per non dare più fastidio. Vivo con il Palio in casa e, alla mia età, non ne posso più».
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