«Chiudere la stazione? Non basta, ritorniamo al poliziotto di quartiere»
Duro comunicato del sindacato Sap: migliorare l'impiego del personale e risolvere le carenze di personale. «La vera ricetta contro la criminalità? Riappropriarsi del territorio»
FERRARA. «Speriamo che tutto non si riassuma semplicemente con la chiusura della stazione ferroviaria». Il sindacato di polizia Sap chiede interventi di ampio respiro per ridurre la pressione della criminalità nel quartiere Gad. L'intervento sulla stazione, da parte delle Ferrovie, dovrebbe scattare a breve, ma il Sap si dice «sgomento» perché «non è assolutamente pensabile che le problematiche riguardanti la sicurezza di un intero quartiere possano magicamente svanire chiudendo un “punto di aggregazione” di sbandati, senza tetto e di chi è dedito alla delinquenza; così facendo si creano solamente disagi maggiori a chi, per necessità, si trova a dover frequentare i luoghi che dovrebbero trovare la chiusura e si sposta solamente il problema senza risolverlo».
Sarebbe «una sconfitta plateale per lo Stato, che non è in grado di affrontare e risolvere la situazione - prosegue il sindacato - Non siamo solo noi a dirlo, ma è l’esperienza che ce lo dimostra: negli anni passati la stessa strategia non ha portato a nessun risultato, tanto che i gruppi di malviventi e di sbandati non facevano altro che spostarsi in diverse zone della città spostando semplicemente il degrado (dimentichiamo i gruppi di spacciatori che “emigrarono” dalla piazza Verdi verso le Mura di Baluardi per poi spostarsi verso la Stazione ferroviaria e poi verso Via Piave?)».
La vera strategia e quella che risulterà utile, ad avviso del sindacato di polizia, è la scelta di «riappropriarsi del territorio, messa in atto dalle varie amministrazioni - tra cui l’ormai pensionato poliziotto di Quartiere della Polizia di Stato - Comune di Ferrara e servizi Sociali negli anni 2006-2009 che unito ad un fitto controllo dei “subaffitti in nero” nella zona Gad effettuato dalla Guardia di Finanza ed il continuo controllo del territorio delle pattuglie di Polizia e dell’Arma dei Carabinieri, aveva, all’epoca, riportato il quartiere ad una sorta di normalità», ricorda il Sap che sostiene la riproposizione del poliziotto di quartiere.
A prefetto e questore, «in collaborazione con le amministrazioni locali», viene chiesto di «impegnarsi a fare di più».
Per quanto riguarda la Polizia di Stato «occorre porre attenzione a come si impegna il personale della questura di Ferrara: i poliziotti sono costantemente impegnati in gravosi servizi di ordine pubblico che, spesso, distolgono i colleghi dagli impegni quotidiani e quindi non possono seguire le attività sul territorio». Problemi acuiti dall'applicazione dell'accordo quadro nazionale sulla fruizione dei riposi settimanali e dalle croniche carenze di personale, che potrebbe essere «impiegato meglio».
«Sappiamo che ormai è emergenza a livello nazionale, ma la sedentarietà di questa amministrazione - conclude il Sap - è quantomeno disarmante e l’idea di chiudere l’atrio della Stazione è la dimostrazione che si sta cominciando ad abbassare la guardia e ad accettare le prime disarmanti sconfitte dello Stato».
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