«Asilo di Contrapò, dimostreremo totale estraneità alle accuse»
Le difese: prete e direttrice hanno agito in buona fede, senza nessun approfittamento
E’ l’atto che ha chiuso l’inchiesta, con l’accusa di appropriazione indebita contestata a due indagati. L’inchiesta sull’asilo di Contrapò, o meglio sull’uso che veniva fatto al suo interno dei cibi donati dal Banco Alimentare. Banco Alimentare che - è bene sottolineare a scanso di equivoci, viste le reazioni senza controllo sul nostro profilo Facebook con oltre 40mila visualizzazioni e tanto altro - in questo caso è parte lesa, ossia vittima di un reato. La “colpa” che viene addebita al responsabile dell’asilo, il parroco di Contrapò, don Alberto Campi e alla direttrice della struttura (nonchè insegnante) Paola Tosi è quella di aver utilizzato gli alimentari senza nessuna autorizzazione, lucrando - secondo l’accusa - sul pagamento dei pasti. Accuse che gli avvocati difensori dei due, Andrea Marzola, e Luca Tieghi, respingono nel modo più assoluto: «Vogliamo ribadire la totale estraneità ai fatti contestati e lo dimostreremo davanti al magistrato dal quale ci faremo interrogare - ha spiegato ieri l’avvocato Marzola - mentre il collega Tieghi aveva già ribadito di aver presentato memorie in cui chiedeva da subito al pm il non luogo a procedere. «Possiamo dire - spiega i legali - che i nostri assistiti hanno agito in buona fede ben lontani, anni luce, da ogni situazione di approfittamento. Questa posizione la ribadiremo nelle sedi processuali se ve ne sarà bisogno, nella massima fiducia verso la magistratura». Come ricordiamo il fatto è emerso due anni fa dopo le prime segnalazioni dai carabinieri del Nas e di Baura, di un uso non corretto dei cibi. La prima segnalazione - sbagliata - parlava di uso di cibi avariati. Per questo intervennero i Nas (il nucleo antisofisticazioni carabinieri) ma non trovarono nulla di tutto ciò. Ravvisarono però un uso improprio del cibo donato dal Banco Alimentare all’asilo. Asilo che poi lo usava per i pasti dei bambini a pagamento: tutto nell’interesse delle famiglie e del paese stesso, chiudono i difensori.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
