Disabili, cura-lavoro fa bene al fatturato e si studia negli Usa
La Scacco Matto crea occupazione risparmiando assistenza I californiani: c’è creatività e si fa molto con meno soldi
Creare concrete opportunità d’impiego per i disabili mentali in modo che poi siano in grado, a loro volta, di aiutare i terapisti con altri disabili all’inizio del ciclo di riabilitazione, e nel contempo rendersi autonomi facendo così risparmiare alla sanità pubblica ricoveri da 500 euro al giorno. È questa la mission di Scacco Matto, una coop nata sei anni fa a Portomaggiore e cresciuta nelle attività tenendo d’occhio l’equilibrio di bilancio fino ad entrare nella sfera d’interesse di ricercatori universitari americani, grazie alla sua formula originale che coniuga appunto sviluppo economico e “moltiplicatori” sociali. «Abbiamo raggiunto un fatturato attorno ai 600mila euro con 100 progetti individuali, 50 dei quali sull’asse lavoro, 13 persone assunte e 30 tirocini formativi in essere - spiega Vladimir Fezza, il fondatore che proprio nella recente assemblea ha lasciato la presidenza - Svolgiamo attività di tinteggiatura, manutenzioni e gestione di un paio di bar-tavola calda, a Ferrara e Argenta». In uno di questi, il Sorsi&Morsi di via Porta San Pietro, che ha la particolarità di essere alcol-free, si è svolto ieri l’incontro tra gli operatori della coop e i due ricercatori della Antioch University di Los Angeles, venuti apposta dagli Usa per studiare i modelli d’inclusione sociale. Il contatto con Scacco Matto è avvenuto attraverso Legacoop regionale, e i due ricercatori hanno subito mostrato grande interesse.
«Stiamo girando la Francia e l’Italia per raccogliere queste esperienze, eravamo a Firenze e Legacoop ci ha proposto questa esperienza, che c’interessa in maniera particolare - dice Gilda Haas, docente di sviluppo economico, in città con il collega Gary Phillips - È un modo di rendere l’economia più democratica, piccole coop come questa possono sperimentare attraverso flessibilità e creatività. Qui ogni operatore può imparare dagli altri, raggiungendo l’obiettivo in tanti modi». Un altro aspetto che interessa agli operatori americani è «la strategia di questi operatori nei confronti dei tagli ai finanziamenti, che sono una specie di malattia mondiale - continua Haas - In Italia sono forse meglio distribuiti che in Usa, ma è importante vedere come si riesca a dare le stesse cose, anzi migliorarsi, con meno risorse».
I ricercatori Usa hanno visitato residenze di Portomaggiore e Ferrara della coop, dove si svolgono anche le attività di laboratorio dei disabili, e poi la tavola calda del centro, gestita interamente da cinque soci e utenti di Scacco Matto, che si è modellata sul target universitario vista la vicinanza di alcuni poli Unife. In questo tour, guidato dalla neo presidente della Scacco Matto, Federica Marchesini, c’erano anche i rappresentanti di una coop sociale modenese.
I soci fondatori della coop ferrarese sono psicologi che da subito hanno puntato all’obiettivo di un lavoro “vero” per i loro utenti, in grado di guidarli ad una forma di autonomia: le problematiche di tipo clinico si dimezzano quando si raggiungono queste condizioni. La Scacco Matto lavora per due terzi con privati, partendo comunque dal rapporto con l’Asp. (s.c.)
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